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Polizze vita “dormienti”: l’Ivass pensa a una soluzione

16 feb 2017 | 2 min di lettura

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Gestire le polizze vita dormienti

Polizza vita: proteggi i tuoi cari
Polizza vita: proteggi i tuoi cari

L’Ivass, l’autorità che vigila sul mercato assicurativo, torna ad occuparsi delle cosiddette “polizze vita dormienti”, ovvero polizze che non sono state liquidate ai beneficiari e che giacciono presso le compagnie, già prescritte o in attesa della prescrizione. Può trattarsi di polizze per il caso di morte dell’assicurato, della cui esistenza i familiari non erano a conoscenza, oppure di polizze “di risparmio” giunte a scadenza e non riscosse per vari motivi.

L’attenzione dell’Istituto si spiega con il fatto che una volta trascorso il termine di prescrizione, oggi pari a dieci anni, gli eventuali beneficiari perdono ogni diritto e le somme vengono versate dalle compagnie al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la Consap. 

Proprio per favorire la restituzione dei risparmi accumulati ai legittimi destinatari, l’Ivass ha promosso un’indagine per capire l’ampiezza del fenomeno e come le compagnie assicurative stiano affrontando la questione; detto in altri termini l’autorità sta verificando nel concreto quali siano oggi i processi adottati dalle compagnie per accertare l’eventuale decesso degli assicurati e rintracciare i beneficiari.

Ma, oltre a compiere indagini tutte interne al settore, l’Ivass sta sollecitando insieme alle compagnie assicurative anche modifiche legislative. Oggi in Italia l’unico strumento per provare a verificare se un familiare deceduto aveva stipulato una polizza vita è rappresentato infatti dal servizio “Ricerca coperture assicurative vita” dell’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative.

Ma la ricerca dei beneficiari delle polizze potrebbe essere di gran lunga più semplice permettendo alle compagnie di accedere, almeno una volta all’anno, all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), attualmente in corso di realizzazione, per verificare i decessi degli assicurati e attivarsi verso i beneficiari.   

Dal canto loro, le compagnie sono già pronte a sottoscrivere le proposte dell’Ivass dal momento che la gestione delle somme non riscosse comporta anche dei costi amministrativi.

Da qualche anno inoltre l’Ania, per accelerare la restituzione di tali somme, sta cercando di risolvere il problema, più frequente di quanto si pensi, degli eredi che sono al corrente di dover riscattare una polizza Vita ma non sanno con quale compagnia sia stata sottoscritta. A quel punto l’associazione, nonostante la mancanza di altre informazioni fondamentali, fa da tramite tra gli eredi e le compagnie assicurative per verificare di quale si tratti. 

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