L’Aci traccia la mappa delle strade più pericolose d’Italia

Le autostrade urbane sono le più rischiose

17 novembre 2022
L’Aci traccia la mappa delle strade più pericolose d’Italia

Con la ripresa della circolazione sulle strade d’Italia, dopo durante il periodo della pandemia, anche gli incidenti sono tornati a salire. Nonostante ciò, se si guarda al passato, ossia al 2019, ultimo anno di riferimento in termini di “normalità” nelle abitudini di spostamento degli italiani, tutti i parametri relativi alla pericolosità delle strade della Penisola sono in calo.

Il 2021 ha infatti fatto registrare una riduzione degli incidenti stradali (-5.119) e delle vittime (-179). Ma il dato più interessante, sia per chi deve mettersi al volante, sia per le compagnie assicurative che attraverso le polizze Rc auto devono risarcire i danni alle persone e alle auto, è capire quali sono le strade più “a rischio”.

Ad averle individuate tramite un’apposita mappa è lo studio Localizzazione degli incidenti stradali 2021, realizzato dall’Aci, che analizza i 31.407 incidenti (1.002 mortali), con 1.078 decessi (il 37,5% del totale) e 47.740 feriti, avvenuti su circa 53mila chilometri di strade della rete viaria principale nazionale.

Fine settimana e vacanze i periodi più critici

Secondo i dati elaborati dall’Aci, 73 sinistri su 100 sono avvenuti nei centri abitati, 5 in autostrada e 22 su strade extraurbane. Sulla rete viaria principale sono stati registrati invece 25 incidenti su 100 nei centri abitati, 24 in autostrada e 51 su strade extraurbane.

Tutti gli indicatori sono in calo rispetto al 2019, ultimo anno di riferimento per l’analisi visto che il 2020 è stato segnato dalla pandemia e dalle conseguenti limitazioni agli spostamenti: in autostrada gli incidenti sono diminuiti del 15,9%, le vittime del 20,6%. Sulle strade extraurbane, sinistri -10,1% morti -10,5%; nei centri abitati, le percentuali sono -19,5% e 18,7% rispettivamente.

In autostrada, invece, le autovetture sono il 71,5% dei veicoli coinvolti in incidente (73,8% nel 2019), i veicoli industriali – che comprendono gli autocarri, gli autotreni o autoarticolati e le motrici – rappresentano il 22,9% (erano 20,4% tre anni fa) e i motocicli il 5,3%.

I volumi di traffico dei fine settimana e del periodo delle vacanze incidono in modo particolare: giugno, luglio e agosto sono i mesi con il maggior numero di sinistri (ciascuno il 10,5% circa del totale). Il venerdì è il giorno in cui se ne verificano di più (15,2%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche. L’indice di mortalità, tuttavia, risulta più elevato a gennaio (4,2 decessi ogni 100 incidenti), seguito da giugno (4).

Le tratte più pericolose

Le autostrade urbane si confermano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di veicoli di tipo diverso. Il tratto urbano della A24 nella Capitale (10 casi per chilometro), la Tangenziale Nord di Milano nel tratto Monza e della Brianza (8,8 sinistri/km) e la diramazione Capodichino A1 in Provincia di Napoli (8,1), risultano, infatti, i tratti più pericolosi. A confermarlo il dato medio nazionale che si attesta a 1,03 incidenti per chilometro sulle autostrade.

Per le strade extraurbane - dove la media nazionale è di 0,5 incidenti ogni mille metri - il primato spetta alla Statale 719 Prato-Pistoia in Provincia di Firenze (8 sinistri/km), alla SS 36 del Lago di Como e dello Spluga nel tratto in provincia di Milano (6,9) e alla 671 Asse Interurbano di Bergamo (6).

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, per incidenti mortali, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 601 Ostia-Anzio nel comune di Roma, la SS 007 nel comune di Terracina la SS 016 Adriatica nel comune di Bari, la SS 018 Tirrena-Inferiore nel comune di Vietri sul Mare, mentre si confermano tratte con elevata densità di incidenti lungo la SS 001 Aurelia in provincia di Savona, la SS 002 Cassia e la SS 006 Casilina in provincia di Roma, la SS 0016 Adriatica in provincia di Rimini.

Per i pedoni alcune strade rappresentano una minaccia mortale.

Nel 2021 si è verificato più di un investimento mortale con pedoni coinvolti sulla SS 016 Adriatica nel comune di Fano in provincia di Pesaro Urbino e sulla SS 439 Sarzanese Valdera nel comune di Massarosa (LU).

53 incidenti, dei quali 21 mortali, si sono verificati in autostrada. L’elenco delle tratte dove si registra un numero particolarmente elevato di questo genere di sinistro è particolarmente lungo: si segnalano molte consolari nel Comune di Roma e la SS 005 Tiburtina a Tivoli. Inoltre la SS 001 Aurelia nel Comune di Diano Marina Vallecrosia (IM), la SS 227 nel territorio di Santa Margherita Ligure (GE), la SS 016 Adriatica a Fano (PU), la SS 155 di Fiuggi nell’area comunale e la SS 270 dell’Ischia Verde nel Comune di Forio (NA).

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