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Immatricolazioni auto ad aprile a -97,55%, le ipotesi per ripartire

Il dato segue quello altrettanto spaventoso di marzo

4 maggio 2020
Immatricolazioni auto ad aprile a -97,55%, le ipotesi per ripartire

Il dato è di quelli che fanno tremare i polsi. Nel mese di aprile 2020 l'immatricolazione di auto è crollata del 97,55% rispetto allo stesso mese del 2019, pari a sole 4.279 nuove vetture. Praticamente un azzeramento che segue il dato altrettanto spaventoso registrato a marzo: -85,42%.

Secondo i calcoli del ministero dei Trasporti nel complesso i primi quattro mesi del 2020 vedono un calo del 50,69% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il dato è ovviamente condizionato dalle misure di emergenza varate per contrastare la pandemia di Coronavirus, ma difficilmente la riapertura delle compravendite potrà compensare le perdite.

Un calcolo effettuato dal Centro Studi Promotor offre una prospettiva sull'anno: se si considera che le immatricolazioni di aprile valgono circa il 9% di quelle di un intero anno, proiettando il dato su tutto il 2020, si ottiene un volume analogo a quello del 1949 quando le immatricolazioni furono 48.883. Insomma, è come se avessimo fatto un salto indietro di 70 anni.

Certo ci si aspetta una curva al rialzo per i prossimi mesi, alimentata anche dalla volontà delle persone di evitare i mezzi pubblici, con l'idea che l'auto privata sia il mezzo più sicuro per evitare i contatti. Questo desta la preoccupazione dei cittadini e delle amministrazioni che già prevedono un intensificarsi indiscriminato di traffico e inquinamento. Un rebus difficile da risolvere: se da una parte l'uso dell'auto è ovviamente capace di garantire il distanziamento sociale, nessuno si augura di fare un passo indietro di anni nella lotta alle polveri sottili. Anzi, dopo aver visto le nostre città libere dalla cappa di smog sono in tanti a chiedere di conservare nelle prossime fasi uno dei pochi lati positivi del lockdown. Come uscirne allora? La strada potrebbe essere quella del rinnovo del parco auto circolante.

In Italia l'età media delle vetture è di 11 anni e 6 mesi, davvero troppi. Un'auto vecchia è sia meno efficiente che meno sicura. In tanti auspicano un allargamento delle misure di sostegno al settore, una rottamazione allargata che non punti solo sull'elettrico ma anche sui motori ad alimentazione tradizionale di alta efficienza come gli Euro 6 così da poter raggiungere dimensioni molto più sostanziose. Una misura coraggiosa in tal senso riuscirebbe a dare una spinta decisiva al settore sul fronte economico e a far circolare su strada auto nuove e con poche emissioni.

Non è facile: alle prese con una crisi trasversale e senza precedenti i governi di tutto il mondo e quelli occidentali in particolare, vedono moltiplicarsi le richieste di sussidi e interventi. Ogni richiesta ha ottime ragioni per essere presa in considerazione, non tutte purtroppo potranno essere accolte.

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Il profilo dell'autore

Christian Toscano

Laureato in filosofia alla Statale di Milano e in Marketing all’Università Iulm, si occupa di economia, salute, risparmio. Giornalista con 10 anni di esperienza, ha lavorato a ClassTv e Class Cnbc come redattore e conduttore di programmi televisivi. Nel corso della sua carriera ha intervistato numerosi professionisti del settore assicurativo: dalle compagnie ai broker, dalle associazioni dei consumatori agli esperti del risparmio gestito. Appassionato di viaggi e sociologia, cerca di trascorrere all’estero almeno un mese all’anno.

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