Turismo, sarà l’estate della ripresa ma è bene tutelarsi

Una buona polizza va attivata a prescindere dalla destinazione

18 aprile 2022
Turismo, sarà l’estate della ripresa ma è bene tutelarsi

C’è voglia di viaggiare. Lo ha dimostrato ampiamente il ponte pasquale, periodo in cui molti italiani hanno deciso di spostarsi verso il mare o le città d’arte per godere di una breve vacanza. Nella sola Venezia si sono registrate 140mila presenze il giorno di Pasqua e anche le altre mete turistiche sono andate molto bene.

Per gli operatori del settore si tratta di un buon viatico in vista dell’estate: ci si aspetta un consistente aumento degli arrivi e una ripresa generale, non a livello del 2019 ma comunque significativa.

Le previsioni per l’estate

Secondo un’indagine Demoskopika, nel 2022 la spesa degli italiani per il turismo sarà di 26 miliardi di euro, +11,8% rispetto al 2021. Ci saranno 92 milioni di arrivi e quasi 343 milioni di presenze tra italiani e stranieri con un trend di crescita rispettivamente del 43% e del 35% rispetto all’anno scorso.

Una tendenza positiva, seppur ancora lontana dallo scenario del 2019. In particolare, i pernottamenti dovrebbero segnare ancora un -21,4% e gli arrivi un -29,6% rispetto all’anno d’oro.

Ciò nonostante il 51% degli intervistati ha deciso che andrà in vacanza nei prossimi mesiNove milioni di italiani hanno già prenotato la villeggiatura, soprattutto nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni, mentre il 35% sta pensando di programmare una vacanza per il rimanente periodo dell'anno in corso. Significativo però che il 18% si dichiara attualmente indeciso.

Molti operatori guardano ai dati del 2019 con nostalgia: il turismo incideva sul Pil per il 6%. Secondo alcuni calcoli aggiungendo all’indotto alcuni settori più lontani ma correlati alle spese turistiche (come ad esempio la ristorazione o altri servizi nelle zone di villeggiatura) era addirittura al 13% del Pil.

In ogni caso il 2019 è stato l’anno dei record per il turismo in Italia: 131,4 milioni di arrivi, 436,7 milioni di presenze e una crescita del 2,6% sull’anno precedente, arrivando a dare lavoro a circa 4,2 milioni di persone.

Il commento del ministro del turismo

“Sono dati buoni, ma sono convinto che miglioreremo ancora - è il commento del ministro Massimo Garavaglia sui dati Demoskopika - Già l'anno scorso avevamo visto il fenomeno della prenotazione all'ultimo secondo, ma quest'anno è ancora amplificato. Poi è aumentato anche l'effetto del digitale”.

La guerra e ancora la pandemia condizionano però il turismo italiano: del 31% di connazionali che ha rinunciato alla vacanza per i prossimi mesi, il 10% lo fa per timore degli effetti del conflitto in Ucraina e l'8% per il persistere del Covid e delle sue varianti. Colpisce, infine, il 13% degli italiani che non ha programmato la villeggiatura con la famiglia, dichiarando un peggioramento della condizione economica familiare rispetto allo scorso anno.

In conclusione le speranze degli operatori sono quelle di tornare vicini ai livelli del 2019, ad oggi la stima più accreditata per l’Italia sembra essere a un -40% circa rispetto a tre anni fa. Un dato medio tra le tante aree che al settore turistico afferiscono. Probabilmente il gap potrà essere colmato solo dal 2023 o più realisticamente 2024.

L’importanza di partire tutelati

Quel che è certo è che sono cambiate le abitudini degli italiani. Quando si pensa a una vacanza, immediatamente si considera una assicurazione viaggio. Una buona polizza viaggi è ormai indispensabile per chi vuole spostarsi: si punta a coprire ogni aspetto già da prima della partenza con le clausole di annullamento, così come durante la permanenza in caso di problemi di salute ed eventuali ritorni posticipati causa positività al Covid.

Ormai tutte le compagnie assicurative che propongono una polizza viaggi inseriscono di default tutti gli imprevisti legati al Covid, ma è comunque bene controllare le clausole per esserne certi.

L’estate 2022 potrebbe essere quella della ripresa e potrebbe sancire definitivamente l’affermarsi delle assicurazioni viaggio. Se prima venivano prese in considerazione solo per trasferte verso Paesi con condizioni igienico-sanitarie insufficienti o altri con un sistema sanitario privato e costoso, oggi sappiamo che una buona polizza va attivata a prescindere dalla destinazione, anche se si rimane in Italia perché può tutelare anzitutto la nostra salute e secondariamente anche l’investimento economico. Elemento non da poco in questo periodo.

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Il profilo dell'autore

Christian Toscano

Laureato in filosofia alla Statale di Milano e in Marketing all’Università Iulm, si occupa di economia, salute, risparmio. Giornalista con 10 anni di esperienza, ha lavorato a ClassTv e Class Cnbc come redattore e conduttore di programmi televisivi. Nel corso della sua carriera ha intervistato numerosi professionisti del settore assicurativo: dalle compagnie ai broker, dalle associazioni dei consumatori agli esperti del risparmio gestito. Appassionato di viaggi e sociologia, cerca di trascorrere all’estero almeno un mese all’anno.

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