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Bologna Città 30: il TAR ferma il provvedimento del Comune

19 gen 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Christian Toscano

Bologna 2

A seguito del ricorso di un tassista, il TAR dell’Emilia-Romagna annulla il provvedimento “Bologna Città 30”, il limite di 30 km/h voluto dal comune e in vigore da circa un anno. La sentenza che non entra nel merito dell’efficacia della misura, ma ne contesta la legittimità formale, ritenendo eccessiva l’estensione generalizzata del limite dei 30 km/h su gran parte della rete stradale cittadina. Nonostante lo stop giudiziario, il Comune di Bologna ha annunciato la volontà di andare avanti, rivedendo gli atti amministrativi per superare le criticità evidenziate dal TAR. Il caso bolognese diventa così emblematico di un dibattito più ampio che riguarda sicurezza stradale, mobilità urbana e ricadute economiche.

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La sentenza del TAR: un nodo di metodo, non di merito

Il TAR ha accolto il ricorso del tassista, stabilendo che l’introduzione del limite dei 30 km/h non può avvenire in modo generalizzato, ma deve essere motivata strada per strada, sulla base di caratteristiche specifiche come flussi di traffico, presenza di scuole o criticità infrastrutturali, come prevede il Codice della Strada. Secondo i giudici, il Comune avrebbe superato i limiti della propria competenza regolatoria, applicando il limite a circa il 64% delle strade urbane.

È importante sottolineare che la sentenza:

  • non mette in discussione il principio della riduzione della velocità come strumento di sicurezza;
  • non valuta l’efficacia della Città 30 sui dati di incidentalità;
  • rappresenta un giudizio di primo grado, destinato quindi a possibili sviluppi successivi.

Il pronunciamento ha avuto un forte impatto politico, ma lascia aperta la strada a una riformulazione tecnica del provvedimento.

Il Comune va avanti: sicurezza stradale come priorità

L’amministrazione comunale ha ribadito che l’obiettivo di fondo resta invariato: ridurre incidenti, feriti e vittime sulle strade urbane. In questi due anni di applicazione, i dati raccolti dalla Polizia locale e dal sistema di emergenza mostrano una netta inversione di tendenza rispetto al passato, in controtendenza con il dato nazionale.

Tra i risultati più significativi:

  • calo complessivo degli incidenti (-13%);
  • forte riduzione delle vittime della strada (-49%);
  • azzeramento dei pedoni deceduti, un dato senza precedenti nelle statistiche cittadine (gli investimenti sono calati del -16%).

Il Comune sostiene che la sentenza sollevi questioni procedurali e non metta in discussione la funzione pianificatoria degli enti locali in materia di sicurezza stradale. Per questo sono già allo studio nuovi atti amministrativi che consentano di mantenere l’impianto della Città 30, rendendolo conforme alle indicazioni normative.

Velocità, incidenti e ricadute economiche

I dati sulle cause degli incidenti a Bologna indicano chiaramente la velocità eccessiva come principale fattore di rischio, seguita da mancata precedenza e manovre scorrette. Ridurre la velocità media non significa solo abbassare il numero degli incidenti, ma anche limitarne la gravità, con benefici evidenti per il sistema sanitario, per la qualità della vita urbana e per l’economia complessiva della città.

Meno incidenti comportano:

  • minori costi sociali e sanitari;
  • meno congestione dovuta a sinistri;
  • maggiore sicurezza per utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti;
  • un contesto urbano più prevedibile e meno rischioso.

Questo aspetto ha riflessi diretti anche sul mondo assicurativo: una città con meno incidenti è una città con un rischio complessivo più basso. E poiché il rischio viene distribuito su tutti gli assicurati, una riduzione strutturale della sinistrosità può tradursi, nel tempo, in premi di RC Auto più contenuti non solo per i singoli automobilisti, ma per l’intera collettività.

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