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Guida autonoma: a che punto siamo e cosa cambierà per le assicurazioni

5 gen 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Christian Toscano

auto guida autonoma 02

Il tema delle auto a guida autonoma torna ciclicamente nel dibattito pubblico, spesso tra annunci entusiastici e aspettative irrealistiche. All’inizio del 2026, però, è utile ricentrare la discussione su ciò che realmente sta accadendo: quali tecnologie sono già mature, quali limiti regolatori restano e quali implicazioni tutto questo avrà sul mondo assicurativo. L’automobile non è ancora un dispositivo che “si guida da solo” in senso pieno, ma sta diventando un sistema digitale complesso, capace di assistere il conducente in modo sempre più avanzato. È qui che si giocano le trasformazioni più rilevanti, sia per gli utenti sia per le compagnie assicurative.

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Livelli di guida autonoma: realtà, limiti e passi avanti concreti

Oggi la maggior parte dei veicoli in circolazione integra sistemi di automazione di livello 1 e 2: assistenza attiva al mantenimento della corsia, cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza. Alcuni costruttori offrono funzionalità di livello 3, cioè scenari limitati in cui l’auto può gestire la marcia senza l’intervento immediato del conducente, ma soltanto in contesti specifici e monitorati. È importante non confondere questi progressi con la guida completamente autonoma: il livello 5, che consente al veicolo di muoversi in qualunque ambiente senza supervisione umana, è ancora un’eccezione.

I passi avanti degli ultimi mesi riguardano soprattutto:

  • affidabilità dei sensori (radar, lidar, visione artificiale);
  • software più performanti;
  • capacità di gestire condizioni meteo complesse.

Nonostante ciò, rimangono criticità rilevanti: ad esempio l’interpretazione del comportamento umano (pedoni e ciclisti), la comprensione dei segnali stradali deteriorati, la gestione degli imprevisti non codificati dal software.

Regole, responsabilità e assicurazioni: cosa cambia davvero

Il nodo centrale non è solo tecnologico ma giuridico: chi è responsabile in caso di incidente quando una parte della guida è demandata all’algoritmo? Per ora prevale un principio semplice: il conducente resta responsabile. Quindi a questo punto entra in gioco l’assicurazione RC Auto.

Le implicazioni assicurative sono sempre più rilevanti, nel prossimo futuro potremmo assistere a:

  • polizze RC Auto che distinguono tra guida manuale e guida assistita;
  • forme di responsabilità mista tra conducente e costruttore in caso di malfunzionamento del software;
  • prodotti dedicati al cyber risk, per proteggersi da attacchi che potrebbero compromettere sensori e dati del veicolo;
  • clausole specifiche per gli aggiornamenti OTA (over-the-air), oggi paragonabili a una manutenzione digitale.

Per il mercato assicurativo si apre quindi un doppio fronte: da un lato ridurre i rischi grazie a tecnologie che prevengono gli incidenti, dall’altro ridefinire il perimetro della responsabilità in un contesto in cui la decisione non è più solo umana.

Dal 2026 al 2030: cosa aspettarci davvero dal futuro della mobilità autonoma

Gli analisti concordano su un quadro più sobrio rispetto agli entusiasmi del passato. La diffusione della guida autonoma avverrà per gradi e inizierà dalle flotte professionali: logistica, trasporto merci in aree controllate, shuttle a percorsi fissi. Le auto private totalmente autonome resteranno una prospettiva di medio periodo. Lo scenario realistico dei prossimi anni è l’evoluzione della guida assistita, non la scomparsa del volante.

Per il consumatore, la domanda assicurativa diventerà sempre più personalizzata:

  • polizze basate sull’uso effettivo dell’auto e sui chilometri percorsi in modalità assistita;
  • sconti legati alla presenza di ADAS certificati (Advanced Driver Assistance Systems, ovvero i sistemi elettronici intelligenti su veicoli che usano sensori e telecamere per assistere il guidatore);
  • coperture digitali che uniscono RC Auto, cyber protezione e garanzie per il software di bordo.

Sarà una trasformazione graduale ma profonda: la tecnologia promette meno sinistri, ma il quadro normativo e assicurativo dovrà tenere il passo per garantire tutela, chiarezza e trasparenza. La guida autonoma non è ancora tra noi, ma sta già cambiando il modo in cui ci muoviamo e, soprattutto, il modo in cui pensiamo all’assicurazione.

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