Auto a idrogeno, a che punto siamo?

Ecco i pro e i contro di questi veicoli

22 agosto 2022
Auto a idrogeno, a che punto siamo?

Quale sarà l’auto del futuro? In questi ultimi anni le auto elettriche sono protagoniste assolute: tutte le case automobilistiche presentano i loro modelli, i governi stanno incentivando il loro acquisto, istituzioni e privati si danno da fare per installare sempre più colonnine di ricarica. C’è però anche un altro tipo di propulsione che potrebbe trovare spazio: l’idrogeno. Vediamo come funziona e quali sono le possibilità.

L’auto a idrogeno è già una realtà

Partiamo da un dato di fatto: non si tratta di prototipi futuristici, ma di auto già presenti sul mercato e sulle strade. Poche a dire la verità e concentrate soprattutto in un Paese: la Corea del Sud, seguita a distanza da Stati Uniti e Giappone.

Secondo alcune ricerche le vendite globali delle auto alimentate a idrogeno sono state pari a 15.500 unità in tutto il mondo nel 2021, una quota estremamente bassa, ma in aumento. Con numeri così piccoli le percentuali schizzano subito in alto, non impressioni dunque il +84% rispetto al 2020 (8.400 unità) e l'aumento rispetto ai livelli pre pandemia: +103%.

La Corea del Sud è di gran lunga il più grande mercato di auto a idrogeno, grazie alla posizione dominante di Hyundai e all'espansione delle infrastrutture; la Corea ha rappresentato il 55% del volume globale. Le vendite sono passate da quasi 5.800 unità nel 2020 a un po' più di 8.500 unità l'anno scorso. In tutti i casi si è trattato della Hyundai Nexo, l'auto a idrogeno più venduta al mondo.

Come funziona l’auto a idrogeno

Il funzionamento di un motore a idrogeno è abbastanza semplice. Va detto anzitutto che si tratta di base di un’auto elettrica, ma cambia il tipo di elemento da cui si trae l’energia per farlo funzionare.

I principi di base, infatti, rimangono gli stessi, ad eccezione del processo chimico che permette la reazione tra l’idrogeno e l’ossigeno. Il processo che consente alle automobili a idrogeno di funzionare è definito “elettrolisi inversa” che permette l’operatività della macchina. L’idrogeno proveniente da diversi serbatoi del veicolo reagisce con l’ossigeno proveniente dall’aria circostante: questa reazione consente di generare energia elettrica, calore e acqua, la quale viene espulsa dal terminale di scarico sotto forma di vapore acqueo.

Insomma la sostanza emessa è l’acqua, niente di più green. Il sistema non produce alcun tipo di emissione inquinante, inoltre le vetture a idrogeno possono anche recuperare l’energia dalle frenate e dalle decelerazioni, ottimizzando l’efficienza generale.

Pro e contro

Il vero problema di queste auto sono le bombole dove si deve immagazzinare l’idrogeno, l’equivalente del serbatoio del carburante. Sono necessarie delle tecnologie più sofisticate di quelle del Gpl. L’idrogeno, per rimanere liquido, ha infatti bisogno di temperature molto basse. Per stivarne abbastanza si usano quindi pressioni altissime - circa 700 bar - che impongono l’uso di bombole fatte di materiali speciali.

I veicoli a idrogeno garantiscono alcuni vantaggi importanti oltre all’assenza di emissioni. Queste macchine green sono silenziose e offrono un comfort di guida simile a quello delle vetture elettrificate. A differenza dei veicoli elettrici però non perdono efficienza con il freddo. Allo stesso modo garantiscono un’autonomia considerevole, vicina a quella delle auto con motore termico, in più non richiedono lunghe ricariche alla colonnina ma si riempie il serbatoio in pochi minuti.

Tra gli svantaggi, tra cui quello più importante, è oggi legato ai costi proibitivi di questi modelli e soprattutto la quasi assenza di infrastrutture per il rifornimento. Non è un caso: oggi tutti gli investimenti si stanno concentrando sull’elettrificazione, il rischio però è di trovarsi di fronte a una tecnologia “di passaggio” e non sarebbe facile riconvertire il tutto su quest’altro tipo di alimentazione.

Il futuro dell’auto e dei settori ad esso legato, come quello assicurativo, è incerto, ma con un elemento imprescindibile: dobbiamo dire addio al petrolio.

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Il profilo dell'autore

Christian Toscano

Laureato in filosofia alla Statale di Milano e in Marketing all’Università Iulm, si occupa di economia, salute, risparmio. Giornalista con 10 anni di esperienza, ha lavorato a ClassTv e Class Cnbc come redattore e conduttore di programmi televisivi. Nel corso della sua carriera ha intervistato numerosi professionisti del settore assicurativo: dalle compagnie ai broker, dalle associazioni dei consumatori agli esperti del risparmio gestito. Appassionato di viaggi e sociologia, cerca di trascorrere all’estero almeno un mese all’anno.

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