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Aumenta il numero delle auto di media cilindrata

Sempre più auto di media cilindrata

2 gennaio 2018
Aumenta il numero delle auto di media cilindrata

Qualche giorno prima della fine dell'anno vi abbiamo riferito come, sulle strade italiane, sia aumentato il numero di veicoli Euro 4; ma nel nostro Paese è in crescita anche la quota di autovetture con motore di media cilindrata e cioè compresa tra i 1.201 e i 1.600 cc. Alla fine del 2016 in Italia, come emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec su dati Aci, la quota delle autovetture appartenenti a questa fascia di cilindrata era del 47,8% sul totale del parco circolante (praticamente quasi un’auto su due), mentre alla fine del 2011 la quota corrispondente era del 42,8%. In cinque anni, quindi, vi è stata una crescita di 5 punti percentuali di quota sul totale. In termini di valori assoluti, tra il 2011 e il 2016 il numero delle autovetture circolanti con motore di media cilindrata è balzato in avanti da 15.889.141 a 18.114.870 unità (+14%).

Questo cambiamento ha effetti anche sul costo della RC Auto. La cilindrata del veicolo è infatti uno dei tanti parametri che le compagnie prendono in esame quando calcolano il premio assicurativo.

Va da sé che maggiore sarà la cilindrata di un'auto, tanto più crescerà il costo dell'assicurazione: a una maggiore velocità e a una maggiore ripresa corrisponde un rischio maggiore.
L’incremento degli ultimi anni del numero delle auto appartenenti alla fascia di cilindrata media è avvenuto a fronte di una contrazione registrata in tutte le altre fasce. È calato sia il numero delle auto di piccola cilindrata e cioè fino a 1.200 cc (-15,8%), sia delle auto con cilindrata medio-alta e cioè compresa tra i 1.601 e i 2.000 cc (-7,8%) ed anche delle auto di grossa cilindrata e cioè da 2.001 a 2.500 cc (-3,3%) e oltre 2.500 cc (-17,1%).

Le auto di maggiore cilindrata consumano di più in termini di carburante e per le fasce più alte è inoltre previsto un bollo più salato: il cosiddetto superbollo che consiste in un tassazione aggiuntiva per Suv e per auto con una potenza superiore a 185 kW: 20 euro (da aggiungere al bollo normale) per ogni kW che supera questa soglia, 12 euro dopo cinque anni dalla data di immatricolazione del veicolo, 6 euro dopo 10 anni e 3 euro dopo quindici anni. Il superbollo non è più dovuto dopo 20 anni.

Secondo l’Osservatorio Autopromotec, lo spostamento delle preferenze verso il segmento delle vetture medie è dovuto a due fenomeni di segno opposto: da un lato le auto piccole tendono ad essere sostituite con auto medie, dall’altro è in atto per le vetture di cilindrata superiore a 1.600 cc un fenomeno di downsizing, cioè una tendenza a preferire vetture di ridotta cilindrata, potenza e dimensioni, allo scopo di risparmiare nei costi di gestione e anche nell’impatto ambientale (le auto con minore cilindrata hanno un minor consumo specifico e dunque emissioni minori di CO2). 

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Il profilo dell'autore

Christian Toscano

Laureato in filosofia alla Statale di Milano e in Marketing all’Università Iulm, si occupa di economia, salute, risparmio. Giornalista con 10 anni di esperienza, ha lavorato a ClassTv e Class Cnbc come redattore e conduttore di programmi televisivi. Nel corso della sua carriera ha intervistato numerosi professionisti del settore assicurativo: dalle compagnie ai broker, dalle associazioni dei consumatori agli esperti del risparmio gestito. Appassionato di viaggi e sociologia, cerca di trascorrere all’estero almeno un mese all’anno.

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