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Il rischio maggiore alla guida? Sentirci sicuri: una ricerca svela il paradosso

Pubblicato il 13-07-2026 | Aggiornato il 17-07-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
christian toscano
Christian Toscano
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Le automobili non sono mai state così sicure. Frenata automatica, mantenimento della corsia, sensori, telecamere, airbag sempre più evoluti: negli ultimi vent'anni la tecnologia ha fatto passi da gigante. Eppure la vera domanda è un'altra: siamo diventati anche guidatori migliori?

La nuova ricerca "Safety in Motion", realizzata da Economist Enterprise con il supporto di Brembo, fotografa un fenomeno curioso. Il 90% degli automobilisti dichiara di sentirsi sicuro nei propri spostamenti quotidiani, mentre solo il 45% degli esperti di mobilità ritiene che le strade siano realmente così sicure. Un divario enorme che porta a una riflessione semplice: forse il rischio più grande oggi è proprio quello di sentirsi troppo al sicuro.

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Quando la fiducia diventa un rischio

La sicurezza percepita è importante, ma non sempre coincide con quella reale.

Se ci sentiamo troppo al sicuro tendiamo inconsciamente ad abbassare il livello di attenzione. Basta pensare a quanti automobilisti consultano il navigatore mentre guidano, controllano una notifica sul display dell'auto (o peggio ancora leggono un messaggio sul cellulare) o si affidano completamente ai sistemi elettronici di assistenza.

Gli esperti coinvolti nello studio indicano infatti come uno dei principali rischi proprio il rapporto sempre più complesso tra uomo e tecnologia. Le moderne auto aiutano molto il conducente, ma non possono sostituirlo. Frenata automatica, cruise control adattivo e mantenimento della corsia sono strumenti preziosi, non un pilota automatico.

La prudenza resta il miglior dispositivo di sicurezza

La ricerca lancia quindi un messaggio che va oltre la tecnologia: la sicurezza stradale continua a dipendere soprattutto dai comportamenti delle persone.

Alcune buone abitudini restano insostituibili:

  • evitare qualsiasi distrazione al volante;
  • mantenere sempre la distanza di sicurezza;
  • rispettare i limiti di velocità anche quando l'auto trasmette una sensazione di assoluto controllo;
  • ricordare che i sistemi ADAS (i sistemi avanzati di assistenza alla guida) aiutano il conducente, ma non lo sostituiscono.

In altre parole, più l'auto diventa sofisticata, più il conducente deve conoscere i limiti della tecnologia.

La tecnologia riduce i rischi, ma non elimina gli imprevisti

Questo non significa che le innovazioni siano inutili. Le nuove dotazioni di sicurezza stanno contribuendo a prevenire molti incidenti e continueranno a migliorare nei prossimi anni. Ma nessun sistema può eliminare completamente l'errore umano, che resta ancora oggi una delle principali cause dei sinistri.

Per questo motivo la prevenzione resta il primo strumento di protezione. Il secondo è assicurarsi di avere una RC Auto adeguata alle proprie esigenze, eventualmente affiancata da garanzie accessorie come assistenza stradale, tutela legale, ecc. Perché la tecnologia può ridurre il rischio, ma l'imprevisto non potrà mai essere eliminato del tutto.

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