Salute: gli italiani promuovono prevenzione ma non fanno controlli

Tra la consapevolezza del valore della prevenzione e l’accesso a controlli periodici regolari resta in Italia un consistente gap. Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, realizzata da Nomisma su un campione di 1.300 intervistati rappresentativo della popolazione nazionale, meno di un italiano su due effettua visite anche in assenza di sintomi. Alla base di questo comportamento vi sono diverse motivazioni.
Più attenzione allo stile di vita, ma meno alla prevenzione
La prevenzione per gli italiani sembra passare soprattutto dallo stile di vita. Per prendersi cura della propria salute, gli italiani dichiarano di puntare su un’alimentazione sana e bilanciata, indicata dal 53%, sulla limitazione di comportamenti a rischio come fumo e alcol, segnalata dal 45%, e sulla pratica regolare di attività sportiva, citata dal 38%. Percentuali più basse attribuiscono importanza anche alla riduzione dello stress, indicata dal 25%, e al miglioramento della qualità del sonno, segnalato dal 18%.
Chi si sottopone ad accertamenti lo fa soprattutto per iniziativa personale, nel 31% dei casi, oppure grazie alla possibilità di accedere a esami gratuiti attraverso programmi di screening indicati dal 26% degli intervistati. Come motivazione di un controllo effettuato nell’ultimo anno nell’11% e nell’8% dei casi viene citato rispettivamente l’utilizzo dei pacchetti di prevenzione previsti dal welfare aziendale e dalle polizze assicurative.
Poco più della metà degli italiani valuta buono il proprio stato di salute
Quando invece si passa a considerare l’impegno nella prevenzione, i comportamenti invece appaiono più superficiali. Secondo la ricerca, condotta nel mese di aprile, il 96% degli italiani la considera importante, ma appena il 48% fa visite anche in assenza di sintomi; il 28% si rivolge al medico solamente all’insorgere di un disturbo, mentre più di uno su cinque, il 22%, si cura solo quando comincia a soffrire di una malattia vera e propria. Un dato che appare ancora più rilevante se si considera che soltanto il 53% degli italiani valuta il proprio stato di salute come ottimo o quantomeno buono.
Gli italiani e la salute: pochi controlli, soprattutto cardiologici
A confermare quanto una parte consistente della popolazione trascuri la propria salute è la frequenza con cui vengono eseguiti alcuni esami. Il 44% dei cittadini non si è mai sottoposto a una visita dermatologica per il controllo e la mappatura dei nei, mentre quasi uno su cinque, il 19%, non ha mai effettuato un elettrocardiogramma o una visita cardiologica. Sul fronte della salute femminile, il 39% delle donne non si è mai rivolta al proprio ginecologo nell’ultimo anno e più di una su quattro, il 28%, non si sottopone a un Pap-test da almeno tre anni.
Costi e tempi di attesa scoraggiano le visite
Tra le ragioni che spiegano la distanza tra consapevolezza ed esami svolti emergono soprattutto i costi delle visite, indicati come un problema dal 35% degli intervistati, la mancanza di tempo, segnalata dal 34%, e i tempi d’attesa troppo lunghi, indicati dal 33%, citati in particolare da chi si rivolge al servizio pubblico. Non a caso, il 43% degli intervistati dichiara di essersi rivolto principalmente al privato, anche in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, per effettuare visite di controllo negli ultimi due-tre anni.
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