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Motori di ricerca e IA: tutti usano la “salute artificiale”

17 feb 2026 | 2 min di lettura

Web e salute

Da “dottor Google” a “dottor ChatGpt”, tra i tanti effetti del web c’è stata senza dubbio un’inedita disponibilità di informazioni, più o meno corrette. Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, il parere del medico veniva accompagnato (anticipato o seguito) da un passaggio sui motori di ricerca, nel tentativo di intercettare sintomi e potenziali diagnosi. Con il tempo, è diventata un’abitudine. E adesso, oltre a cercare online, si chiede all’intelligenza artificiale generativa.

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Informazioni e rischi

Secondo lo studio “Salute Artificiale”, realizzato dagli istituti Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido, oggi il 94% degli italiani cerca informazioni mediche online e il 43% usa già ChatGpt o software simili come Claude o Gemini. In sostanza, l’IA generativa è il secondo strumento più utilizzato dopo Google. Un’adozione fulminea, considerando che ChatGpt (la prima ad avere grande diffusione) è stato lanciato solo nel novembre 2022. 

Non si tratta di un utilizzo sporadico: tra chi interroga internet o applicazioni, uno su due lo fa in modo regolare. La curiosità è umana, certo. Ma gli eccessi possono diventare rischiosi: il 14% dei pazienti, infatti, afferma di modificare le terapie senza consultare il medico. E c’è addirittura un 6% che lo fa sistematicamente.

Dai motori di ricerca all’IA

La ricerca traccia anche una prima spaccatura generazionale. Tra i giovani (18-34 anni), l’intelligenza artificiale ha già superato i motori di ricerca: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute. Gli equilibri di potere, di fatto, sono già sovvertiti. In altre parole, la direzione è questa, come dimostra anche il fatto che gli stessi motori di ricerca integrano già le soluzioni di IA (come fa Google con Gemini).

Cambia il rapporto con i medici

Si tratta di cambiamenti che modificano non solo il modo di informarsi ma il rapporto con la salute e con i medici, con le cliniche e con le assicurazioni sanitarie. La visita medica non è più un momento che si apre e si chiude con la consultazione del professionista. È preceduta e spesso anche seguita dalla ricerca di informazioni in autonomia, che spesso finisce con il mettere in dubbio la diagnosi: il 62,7% degli utenti ha ammesso di averlo fatto almeno una volta.

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