Intelligenza artificiale e assicurazioni: guerra o pace?
2 apr 2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da Redazione Assicurazione.it

L’intelligenza artificiale cambierà radicalmente i settori tradizionali come il comparto assicurativo? Proprio questo comparto è spesso citato tra quelli destinati a essere trasformati dalle piattaforme digitali e dai big tech in grado di offrire prodotti assicurativi con costi più bassi e una maggiore capacità di analisi dei dati. Ebbene, secondo Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Italian Insurtech Association, questa visione è suggestiva, ma rischia di essere fuorviante. Niente paura, unque, per compagnie assicurative e per le loro polizze rc auto? Vediamo.
L'IA non è nemica delle assicurazioni
"L’intelligenza artificiale - spiega Brandinarte - non è una tecnologia destinata a sostituire le assicurazioni: piuttosto è uno strumento che può potenziarne la capacità di operare, innovare e crescere". Secondo l'esperto, insomma, l'IA non rappresenta una minaccia per il settore assicurativo, anzi: "potrebbe diventare uno dei principali fattori di espansione dell’industria nei prossimi anni". Secondo le elaborazioni di Italian Insurtech Association, infatti, nel 2026 gli investimenti in intelligenza artificiale nel settore assicurativo italiano raggiungeranno circa 250 milioni di euro, su un totale di 1,65 miliardi di investimenti in innovazione, con una crescita costante della quota destinata all’IA, che potrebbe raggiungere 500 milioni di euro entro il 2028, pari a circa il 25% della spesa complessiva in innovazione.
L'IA alleata dell'efficienza operativa
Uno dei principali impatti dell’IA riguarda l’efficienza operativa, segmento nel quale la novità potrà affiancarsi alle compagnie assicurative. Storicamente, infatti, l’industria assicurativa è caratterizzata da processi complessi: underwriting, gestione dei sinistri, attività antifrode, compliance normativa e relazione con il cliente. Tutte attività che richiedono strutture organizzative articolate e costi operativi elevati. Bene, in questo contesto, secondo gli esperti, l’IA può intervenire con efficacia: algoritmi di machine learning possono analizzare grandi volumi di dati nella valutazione del rischio, sistemi di image analysis possono accelerare la gestione dei sinistri, mentre modelli predittivi individuano anomalie nei processi antifrode.
La nuova tecnologie accelera
Oggi, sostengono gli esperti del settore, oltre il 70% delle compagnie assicurative ha già introdotto o sta pianificando l’implementazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, soprattutto nei processi di gestione dei sinistri, nella valutazione del rischio e nella personalizzazione delle polizze. Riducendo i costi operativi e migliorando l’efficienza dei processi, l’IA consente alle compagnie di offrire prodotti più accessibili e competitivi. Premi più sostenibili e servizi più rapidi possono contribuire ad ampliare il mercato assicurativo, rendendo la protezione più diffusa tra cittadini e imprese. L'IA contribuisce, inoltre, a trasformare il modo in cui i prodotti assicurativi vengono progettati e distribuiti: grazie alla disponibilità di grandi quantità di dati e alla capacità di analizzarli in tempo reale, diventa possibile sviluppare modelli di protezione più personalizzati e dinamici.
Le compagnie assicurative cambiano...
"La tendenza per le assicurazioni, per restare al passo con le crescenti esigenze dei clienti - spiega Ranucci Brandimarte - è quella di trasformarsi progressivamente da prodotto isolato a servizio integrato all’interno di ecosistemi digitali più ampi. In questi contesti, la protezione assicurativa si combina con servizi di prevenzione, assistenza e monitoraggio continuo del rischio, grazie all’utilizzo di dati, dispositivi connessi e piattaforme digitali. Il risultato è un modello più evoluto, in cui l’assicurazione non interviene solo dopo il danno, ma contribuisce anche a ridurre la probabilità che il rischio si verifichi".
... ma cambiano anche i rischi
Questi nuovi ecosistemi generano anche nuove tipologie di rischio, dalla sicurezza informatica alla protezione dei dati, fino alle responsabilità legate all’utilizzo di sistemi automatizzati, che richiedono strumenti di gestione sempre più sofisticati. Questo significa che la domanda di assicurazione è destinata ad aumentare, non a diminuire. Questa trasformazione ha un impatto diretto anche sul capitale umano. L’evoluzione tecnologica del settore sta aumentando la capacità dell’industria assicurativa di attrarre nuovi talenti, in particolare profili digitali, data scientist e competenze Stem, rendendo il comparto più competitivo.
L'IA in Italia
Il nostro Paese presenta un significativo protection gap ed è su questo terreno che tecnologia e innovazione possono avere un impatto decisivo. L’obiettivo non è soltanto rendere le assicurazioni più efficienti, ma anche più inclusive: utilizzare la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale serve a ridurre le barriere economiche, culturali e burocratiche che ancora limitano l’accesso alla protezione assicurativa. Riducendo i costi di distribuzione e migliorando la capacità di analisi dei rischi, l’IA può rendere economicamente sostenibili modelli assicurativi più inclusivi: polizze digitali, coperture on-demand, servizi assicurativi integrati e soluzioni più semplici da comprendere per cittadini e imprese. Questa evoluzione non implica necessariamente una compressione dei margini, anzi. L’AI, infatti, consente di ampliare il mercato, migliorare la selezione del rischio e sviluppare nuovi servizi, contribuendo a rafforzare, e non a ridurre, la redditività complessiva del settore.
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