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Incidente con animali selvatici, ecco come funziona il risarcimento

Pubblicato il 12-06-2026 | Aggiornato il 12-06-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato daRedazione Assicurazione.it
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Cosa succede in caso di incidente con fauna selvatica? Deve essere il guidatore a dimostrare che è stato il comportamento dell’animale a causare il sinistro. Lo afferma la sentenza 16888/2026 della Corte di Cassazione, pubblicata il 29 maggio 2026 e riportata dal Sole24Ore.

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Gli incidenti con animali selvatici

Un incidente che coinvolga cinghiali o cervi non è certo all’ordine del giorno. Ma le probabilità che si verifichi non sono poi neppure così remote. Nel 2025, l'Osservatorio Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) ha registrato 205 incidenti gravi con animali, che hanno causato 14 morti e 238 feriti. Nell’85% dei casi si trattava proprio di fauna selvatica, che peraltro non rientra nelle coperture di base della Rc Auto.

Il caso

Il caso su cui si è pronunciata la Corte riguarda un motociclista marchigiano, che si era scontrato con un capriolo. Il giudice di Pace di Macerata aveva accolto la domanda e condannato la Regione a risarcire 2.250 euro.

L’amministrazione ha allora fatto ricorso su tre punti. Il primo: la Regione non sarebbe proprietaria né utilizzatrice degli animali selvatici. Quindi non sarebbe responsabile della loro condotta. Il secondo: non spetterebbe all’amministrazione scagionarsi ma al conducente dimostrare di aver avuto una condotta di guida corretta. Il terzo: il giudice di Pace avrebbe sbagliato a non applicare la presunzione di colpa gravante. Cioè il principio secondo il quale tutti i soggetti coinvolti in un sinistro sono ugualmente responsabile fino a prova contraria.  

La sentenza

La Cassazione ha respinto il primo ricorso, confermando che la fauna selvatica è sotto la responsabilità dell’amministrazione. Ha però accolto gli altri due punti, legati tra loro, decretando che deve essere il guidatore a provare la sua correttezza, fornendo prove certe della dinamica dell’incidente.

Se non si può accertare, si legge nella sentenza, che “il comportamento dell’animale sia stato effettivamente causa, quanto meno concorrente, dell’evento dannoso, la domanda risarcitoria del conducente e/o del proprietario del veicolo non potrà trovare accoglimento, nemmeno parziale”.

Si torna ora al Tribunale di Macerata, ma la Corte parla chiaro: non ci può essere risarcimento in assenza di prove.

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