Gli italiani scelgono il risparmio contro i rischi della vita
Nonostante il caro vita, più della metà degli italiani cerca di risparmiare mettendo da parte ogni mese una quota del proprio reddito. Secondo un’abitudine consolidata che vede gli italiani più formiche che cicale, nel 2026 il 56% dichiara di accantonare circa l’11,9% delle entrate disponibili contro il 58% del 2025.
Ad aver fatto emergere questo dato, interpellando un campione rappresentativo della popolazione su questo tema, è l’ultima edizione dell’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026, realizzata da Intesa Sanpaolo e dal Centro Einaudi.
Il pessimismo sulla situazione economica spinge a risparmiare di più
A spingere gli italiani a risparmiare è in generale un diffuso pessimismo circa le prospettive dell’economia italiana e internazionale. Secondo la ricerca, condotta su un campione di 1.800 capifamiglia titolari di un conto corrente, il 94% degli italiani riconosce l’utilità del risparmio. Mentre ben il 28% lo ritiene persino un impegno indispensabile. La motivazione principale resta la necessità di affrontare gli imprevisti, indicata dal 40% degli intervistati. A seguire le risposte indicano come stimolo la pensione e la casa, entrambe al 19%, e il futuro dei figli, all’11%. Pur rappresentando una quota molto piccola della popolazione, sale al 6% il numero di chi accantona denaro con l’obiettivo esplicito di investirlo, superando i livelli precedenti alla pandemia.
Il reddito e risparmio: previsioni poco rosee per i prossimi dieci anni
L’84 per cento degli intervistati dichiara di trovarsi in una situazione di indipendenza finanziaria, con un divario di genere (86 per cento gli uomini, 82 le donne); la distribuzione per età segnala le difficoltà dei più giovani (è indipendente il 47 per cento dei 18-24enni) rispetto agli adulti più maturi (88 per cento dei 55-64enni). Si ritiene soddisfatto del reddito corrente il 52 per cento del campione, mentre è meno ottimista il giudizio sul tenore di vita dei prossimi dieci anni (solo il 34 per cento si attende un reddito sufficiente).
Previdenza e polizze: temi ancora poco familiari per molti risparmiatori
Per proteggersi dagli imprevisti, le famiglie in grado di risparmiare si affidano ancora in gran parte alla liquidità. Le risposte dell’indagine sul risparmio evidenziano ancora un gap conoscitivo su temi quali previdenza e copertura dei rischi.
Le polizze vita coprono solo il 26,7 per cento del campione, le polizze salute il 16,9 per cento, le long-term care il 13,9 per cento. Le famiglie, in particolare, continuano a confidare nel sistema previdenziale pubblico: il saldo tra ottimisti e pessimisti circa il reddito atteso a 65-70 anni resta positivo (34,5 per cento), sebbene in calo, e il tasso di sostituzione atteso tra pensione e reddito corrente sale dal 70,5 al 79,6 per cento tra il 2025 e il 2026.
Alla previdenza integrativa aderisce solo il 22 per cento degli intervistati. Poco meno del 30 per cento di chi non aderisce ad alcuna forma integrativa motiva la scelta con la mancanza di liquidità.
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