Eventi catastrofali: ecco le regioni esposte ai danni più elevati

L’Italia è un Paese fortemente esposto a catastrofi naturali, a causa della sua particolare posizione geografica e delle sue caratteristiche geologiche e climatiche.
Terremoti, alluvioni e tempeste possono generare nel nostro Paese un danno economico medio annuo stimato in circa 7 miliardi di euro. Di questa esposizione, poco più del 20% risulta oggi assicurato: il resto rimane in larga misura a carico di famiglie, imprese e finanza pubblica. A rivelarlo è il secondo Quaderno di ricerca 2026 del Natural Risk Forum il Think Tank nato su iniziativa di Unipol e presentato poche settimane fa presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano.
“Natural Risk Index”: che cosa è e come misura il rischio
Per comprendere e stimare meglio l’entità dell’impatto derivante da un evento catastrofale, il Natural Risk Forum ha messo a punto un indicatore scientifico, il Natural Risk Index che combina tre componenti: la pericolosità, ossia la probabilità e intensità attesa di un evento, l’esposizione, vale a dire localizzazione, valore e caratteristiche dei beni potenzialmente colpiti, e vulnerabilità, intesa come la propensione degli edifici e delle infrastrutture a subire danni in relazione alle loro caratteristiche costruttive, alla destinazione d’uso e allo stato di conservazione.
Secondo questo indice, il costo economico medio annuo atteso delle catastrofi naturali in Italia è di circa 7 miliardi di euro calcolato considerando un patrimonio immobiliare composto da circa 41 milioni di unità tra abitazioni, imprese e fabbricati pubblici.
A ciascun territorio un determinato livello di rischio
Il lavoro Natural Risk Forum propone una lettura territoriale del rischio, distinguendo tra terremoto, alluvione e tempeste, e mette in relazione il costo economico atteso con il livello di copertura assicurativa. Il risultato è una mappa nazionale nella quale il rischio non dipende soltanto dalla probabilità e dall’intensità degli eventi, ma anche dalla concentrazione di edifici, attività produttive e infrastrutture e dalla loro capacità di resistere ai danni. In estrema sintesi, i dati raccolti dal rivelano una distanza ancora ampia tra l’entità dei danni provocati dagli eventi catastrofali e la loro copertura attraverso polizze cat –nat.
L’esposizione economica del nostro Paese varia tuttavia molto da regione a regione: alcune infatti concentrano elevati valori immobiliari e produttivi in aree soggette a pericolosità idraulica, sismica o meteorologica; in questi contesti anche eventi con intensità non eccezionale possono esserci perdite molto rilevanti. Il rapporto sottolinea quindi che la sola classificazione della pericolosità non è sufficiente: un territorio può presentare una pericolosità relativamente più contenuta, ma un rischio economico elevato per effetto della densità e del valore degli asset esposti. Per questo motivo sono stati elaborati sia Natural Risk Index che misurano la rischiosità per singolo evento, sia un indice di rischio globale per tutto il Paese in grado di restituire una visione complessiva.
Il Natural Risk Index Terremoto
I risultati del Natural Risk Index con riferimento al solo rischio terremoto indicano l**’Emilia-Romagna** come la regione con il livello di rischio più elevato. Tale risultato deriva dalla combinazione di una pericolosità significativa, coerente con il contesto geo-tettonico regionale, e di livelli elevati di esposizione e vulnerabilità, legati alla forte concentrazione di attività economiche e infrastrutture.
A seguire si collocano Veneto e Sicilia, rispettivamente in seconda e terza posizione. Nel caso del Veneto, il rischio complessivo è guidato soprattutto dall’elevata esposizione economica, che amplifica gli effetti di una pericolosità sismica più contenuta rispetto ad altre aree del Paese.
Il Natural Risk Index Alluvione
Per quanto riguarda il rischio alluvionale la Toscana emerge come la regione a più alto rischio nel ranking complessivo. Questo risultato è il riflesso della combinazione tra una pericolosità elevata, la più alta a livello nazionale, e un livello significativo di esposizione economica, che colloca la regione al settimo posto in termini di valore dei beni esposti. La presenza di sistemi fluviali rilevanti, come il bacino dell’Arno, contribuisce alla definizione del profilo di rischio.
Subito dopo si collocano Lombardia e Veneto, che occupano rispettivamente la seconda e la terza posizione nel ranking. In entrambi i casi, il rischio è determinato da una combinazione di elevata esposizione economica e significativa pericolosità idraulica. Queste regioni sono infatti attraversate da alcuni dei principali sistemi fluviali del Paese, come il Po e dei suoi numerosi affluenti.
Il Natural Risk Index Tempeste Convettive
Per le tempeste convettive, il Natural Risk Index specifico evidenzia una forte concentrazione del rischio nel Nord Italia, dove si combinano elevati livelli di pericolosità e una significativa esposizione economica.
In particolare, la Lombardia si colloca al primo posto nel ranking complessivo, seguita da Veneto e Piemonte. In tutte e tre le regioni, il posizionamento è determinato da valori elevati sia in termini di pericolosità sia di esposizione. Queste aree rappresentano infatti alcuni dei principali hub produttivi del Paese, caratterizzati da un’elevata densità industriale, infrastrutturale e abitativa. La presenza diffusa di asset esposti amplifica in modo significativo l’impatto economico delle tempeste convettive, quali grandinate e forti raffiche di vento.
Il rischio catastrofale in Italia: una visione globale
Per fornire una visione complessiva del rischio catastrofale, i costi attesi annui stimati per ciascun evento (terremoto, alluvione e tempeste) sono stati aggregati tra di loro dando origine a un Natural Risk Index Totale. In questo modo è possibile cogliere in maniera unitaria l’esposizione del territorio ai diversi rischi naturali considerati, restituendo una misura del rischio complessivo.
Dall’analisi emerge come le regioni che occupano le posizioni più elevate nel ranking siano Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. In pratica, il rischio catastrofale in Italia è fortemente guidato dall’interazione tra pericolosità naturale e distribuzione del valore economico e per questo motivo le aree più sviluppate del Paese tendono a concentrarsi nelle posizioni più alte della classifica.
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