Cyber attacchi: aumenta la conoscenza, ma resta bassa la protezione
4 feb 2026 | 2 min di lettura

Secondo l’ultimo Rapporto del Clusit 2025, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, nel primo semestre del 2025, il numero di attacchi informatici gravi ha raggiunto un picco record, con oltre 2.700 casi nel mondo, circa un terzo in più rispetto al semestre precedente. Oltre il 10% degli attacchi gravi si è concentrato in Italia.
La diffusione di notizie su questi eventi ha aumentato nel nostro Paese la conoscenza dei rischi cyber non solo tra le imprese, ma anche tra i cittadini. Nonostante ciò, è difficile che a tale percezione facciano seguito comportamenti finalizzati a una maggiore tutela, inclusa la stipula di polizze assicurative su misura, così come avviene per le altre polizze a copertura dei danni alla casa o all’auto.
Rischi digitali: aumenta l’attenzione, ma non la corretta valutazione dell’esposizione personale
A fronte di una crescente attenzione verso i rischi digitali, gli italiani non hanno spesso una corretta valutazione dell’esposizione personale e delle possibili forme di tutela già esistenti. A rivelarlo è una nuova indagine realizzata da Nielsen e commissionata da Prima Assicurazioni.
Da un lato cresce il numero di persone che riconosce un aumento generale dell’esposizione ai rischi informatici nella società nel suo complesso; dall’altro, tuttavia, permane una quota rilevante che tende a sottovalutare il problema o a confidare esclusivamente nelle protezioni esistenti. Anche quando infatti si è consapevoli dei rischi, raramente tale percezione di minaccia si traduce in una scelta ben precisa.
Cyber attacchi: solo un terzo degli italiani valuta coperture assicurative su misura
Secondo la survey, poco più della metà degli intervistati (54,3%) ritiene importante la possibilità di dotarsi di un’assicurazione contro i cyber risk anche come privato cittadino. In particolare, solo il 29,1% del campione considera il rischio informatico serio e ritiene necessaria una copertura assicurativa dedicata, anche alla luce dei limiti delle misure di protezione oggi disponibili. Un ulteriore 25,2% si dichiara favorevole alla stipula di una polizza cyber a condizione che il costo sia contenuto e accessibile.
All’opposto, rimane significativa la quota di chi dichiara una minore percezione del rischio: circa un terzo degli italiani (33,9%) considera, infatti, il cyber risk poco rilevante nella propria vita quotidiana e ritiene di essere già sufficientemente protetto. A completare il quadro, un 11,8% del campione interpellata da Nielsen dichiara di non conoscere o di non essere interessato al tema.
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