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Catastrofi naturali, il “divario di protezione” si allarga

Pubblicato il 19-06-2026 | Aggiornato il 19-06-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato daRedazione Assicurazione.it
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Le assicurazioni contro le catastrofi naturali sono sempre più diffuse. Un po’ per gli obblighi imposti in diversi Paesi e un po’ perché imprese e cittadini sono sempre più consapevoli dei rischi. Eppure, continua ad allargarsi il cosiddetto “divario di protezione”, ossia la differenza tra perdite economiche attese da catastrofi naturali e coperture assicurative disponibili. Secondo l'ultimo report di Swiss Re Institute, nel 2025 ha toccato i 424 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 395 miliardi dell'anno precedente.

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Un mondo “scoperto”

Secondo il rapporto, la quota di rischio potenzialmente coperta dal mercato assicurativo è salita dal 25,3% del 2015 al 27,3% del 2025. Un piccolo passo avanti, che però va letto come il negativo di una pellicola. Vuol dire, infatti, che oltre il 72% dei potenziali danni resta scoperto.

In sostanza, quindi, il ritmo a cui le polizze si stanno diffondendo è ancora più lento rispetto alla forza con cui le catastrofi naturali colpiscono. Ciò non si deve tanto ai fenomeni in sé, quanto al fatto che sempre più attività e persone si concentrano in aree a elevato rischio.  

L’Europa supera il Nord America

I Paesi europei più sviluppati registrano progressi consistenti, con una copertura che è arrivata al 41,3%, superando quella che tradizionalmente era l’area più protetta, il Nord America (che si ferma al 40,7%). È comunque significativo che nessuna zona del pianeta arrivi alla soglia del 50%.

Ancora più indietro sono le altre: “l’indice di resilienza” dell’Asia-Pacifico è al 29,1%, quello dell’America Latina al 9,1%. I Paesi europei emergenti sono all’8,2% e quelli in via di sviluppo dell’Asia appena al 4,7%.  

Investire per prevenire

Swiss Re Institute evidenzia anche altri elementi, che testimoniano come la riduzione del rischio non si concretizzi solo con gli eventuali risarcimenti ma parta da prima. Investire in prevenzione, infatti, conviene: c’è infatti un rapporto beneficio/costo mediano di 1,86. Tradotto: c’è un guadagno o un risparmio di quasi due dollari per ogni dollaro investito.

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