Bollo auto: perché nel 2026 potrebbero arrivare novità
7 gen 2026 | 3 min di lettura

Nonostante a fine 2025 fosse stata annunciata come imminente, l’attesa modifica al bollo auto (inclusa nella riforma fiscale in fase di esame) non è ancora diventata realtà. Nel 2026 potrebbero però esserci novità decisive per questa tassa poco amata dagli automobilisti e regolata sia da una legge di carattere nazionale, sia da regolamenti di carattere regionale.
Come funziona oggi il bollo auto
Chi è in possesso di una vettura è obbligato per legge a sottoscrivere una polizza Rc auto e a pagare il bollo anche nel caso in cui il veicolo non circoli su strada. Quest’ultima, infatti, costituisce una tassa legata al possesso del veicolo e non alla sua circolazione. L’importo è variabile e dipende dalla potenza effettiva del veicolo espressa in kilowatt (come indicata sulla carta di circolazione).
Il pagamento del bollo può essere effettuato presso uno qualsiasi dei punti di riscossione autorizzati presenti in Italia. A effettuare controlli sulla regolarità del pagamento sono le regioni e non le forze dell’ordine. Le competenze in materia di tasse automobilistiche dal 1° gennaio 1999, infatti, sono state trasferite dalla legge alle regioni a statuto ordinario e alle province autonome di Bolzano e di Trento.
La corsa a ostacoli della riforma fiscale
La modifica della disciplina relativa al bollo auto era già stata abbozzata dal governo nell’estate del 2025. Sulla carta sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° gennaio 2026, ma lo schema di decreto non ha ancora ricevuto il parere preliminare della Conferenza unificata, l’organismo che riunisce Stato, Regioni ed enti locali per valutare le norme di interesse comune (dato che il bollo auto è una tassa di competenza regionale si tratta di un passaggio indispensabile).
Nel frattempo, però il governo ha ottenuto una proroga di un anno della delega fiscale: nel corso del 2026, quindi, la riforma potrà tornare all’esame del Camere del Parlamento ed essere approvata entro l’anno. Il testo finale del provvedimento potrebbe però non coincidere con quello già approvato dal governo a giugno 2025, visto che sia la Conferenza unificata sia il Parlamento potrebbero suggerire dei cambiamenti.
Cosa potrebbe cambiare nel 2026
Tra le modifiche più importanti che potrebbero essere approvate nel corso del 2026, per quanto riguarda il bollo auto vi sono le nuove esenzioni legate al reddito e all’impatto ambientale dei veicoli. In arrivo anche sconti fino al 15%, in alcune regioni, per chi sceglie la domiciliazione bancaria del pagamento.
Le misure in fase di esame dovrebbero quindi da un lato sostenere le fasce economicamente più deboli della popolazione (con l’introduzione di un’esenzione totale dall’imposta) e dall’altro favorire la transizione verso una mobilità più sostenibile con il rinnovo dell’esenzione per le auto ibride ed elettriche.
Entrando nel dettaglio, i cittadini con un reddito annuo non superiore a 8.000 euro potranno beneficiare di un’esenzione totale dal bollo auto. Il contribuente dovrà essere però in grado di dimostrare la propria condizione, presentando la Certificazione Unica o la dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente.
I veicoli elettrici e ibridi continueranno a beneficiare dell’esenzione dal bollo per cinque anni consecutivi a partire dalla data di immatricolazione, a patto che sia avvenuta dal 2022 in poi. Il veicolo deve inoltre risultare correttamente classificato come elettrico o ibrido nelle banche dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In genere è richiesta la presentazione di un’istanza specifica presso gli uffici regionali o mediante le piattaforme digitali dedicate alla gestione del tributo.
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