Autostrada, la velocità più bassa fa risparmiare davvero?

Si spende meno viaggiando a una velocità più bassa o più alta? Si sa che procedere più adagio ha consumi più bassi, ma significa anche passare più tempo in strada. Vale allora la pena accelerare? La risposta arriva da un test di Quattroruote. Due auto identiche (Audi A1 30 TFSI), con lo stesso assetto, la stessa temperatura dell’aria condizionata, lo stesso percorso: i 600 chilometri di autostrada da Milano al casello di Roma Nord. L’unica differenza: un’auto ha viaggiato a 110 Km/h, l’altra a 130 (fatta eccezione per tratti con più traffico o con limiti di velocità inferiori).
I dati
La differenza di 20 km/h è un bell’impegno per il motore. La resistenza dell’aria, infatti, non è lineare. In sostanza, aumenta in modo più che proporzionale rispetto alla velocità. A una differenza di andatura del 18% corrisponde quindi un dispendio del motore più alto del 40%. E più energia richiesta vuol dire più consumi.
Al termine del test, Quattroruote ha certificato i dati. L’auto che ha viaggiato a 110 Km/h ha impiegato 5 ore e 37 minuti, con una velocità media di 99 km/h. Sono quindi serviti in tutto 25,32 litri di benzina, ossia 4,55 litri ogni 100 chilometri. Traducendo in spesa: 50,14 euro per l’intero viaggio.
La vettura che ha viaggiato a 130 km/h ha impiegato 4 ore e 56 minuti, a una velocità media di 112 km/h. Il consumo è stato di 5,32 litri per 100 chilometri: in tutto 29,42 litri, per una spesa di 58,25 euro.
La risposta del test
Tirando le somme: viaggiare a 130 km/h ha consumato il 16,2% di carburante in più, con una spesa di 8,11 euro in più. Dal punto di vista puramente economico, andare più piano conviene, nonostante i 41 minuti in più passati al volante. Poco? Molto? Questione di scelte e di priorità. Molti automobilisti pagherebbero volentieri 16 euro pur di risparmiarsi un’ora e mezza in auto andata e ritorno tra Roma e Milano.
C’è anche da dire che, stima Quattroruote, spiccioli su spiccioli la cifra può diventare importante. Per chi percorre circa 20.000 chilometri l’anno in autostrada, la differenza tra 110 e 130 km/h vuol dire circa 300 euro di risparmio ogni 12 mesi. Senza dimenticare che viaggiare sempre sul filo del limite espone maggiormente a sanzioni e – nel caso fossero comminate – a un aggravio del premio assicurativo.
Le altre variabili
Il test di Quattroruote, sottolinea la stessa testata, è solo un riferimento. Sulla resistenza all’aria e sui consumi incidono molti altri fattori, oltre alla velocità. Conta il carico, l’efficienza degli pneumatici, l’aerodinamica dell’auto, l’intensità dell’aria condizionata e gli accessori montati sulla vettura.
Le barre sul tetto, da sole, peggiorano i consumi del 7,5% circa. Se c’è anche il box, si arriva al 16%. Il portabici da tetto peggiora così tanto l’aerodinamica che aumenta i consumi del 46,5%, mentre uno posteriore ha un impatto decisamente minore.
E attenzione alla pressione delle gomme. Sulla tratta di ritorno (Roma-Milano), le due auto hanno viaggiato entrambe a 130 km/h, ma con una differenza di appena 0,5 bar. È bastato un divario così piccolo per produrre una differenza di consumi del 6,7%, cioè 3,94 euro.
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