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Danni morali

Il danno morale appartiene alla categoria dei danni contro le persone risarcibili dalle compagnie di assicurazione. Si tratta però del danno di natura più astratta e immateriale e quindi, proprio per questo, è il più difficile da valutare e quantificare in sede di liquidazione.

Per danno morale si intendono infatti le sofferenze psichiche subite da un soggetto a causa di un fatto illecito commesso da altri, sofferenze non riconducibili alla sfera patrimoniale o dell'integrità della persona (quella cioè inclusa nel danno biologico). Richiedere i danni morali non esclude, è bene ricordarlo, che si possa chiedere il risarcimento anche per altri tipi di danno (patrimoniale o biologico). In sostanza, se in un incidente il soggetto assicurato subisce un'invalidità permanente, può essere risarcito sia per i danni patrimoniali che per quelli biologici e morali. Quindi, la vittima può essere indennizzata per la perdita di un reddito ma, contemporaneamente, anche per la lesione della sua integrità personale globale e per i danni morali (cioè, nello specifico, la sofferenza personale che l'azione illegale gli ha cagionato).

Una condizione necessaria affinché i danni morali possano essere risarciti è che il danno morale sia causato da una condotta illegale provata in un tribunale. Lo schema è questo: il colpevole del fatto danneggia con la sua condotta una terza persona, che è quella che ha il diritto di richiedere i danni morali. Se questa condotta, come nel caso di un sinistro stradale, è coperta da un'assicurazione di responsabilità civile, la persona vittima del sinistro potrà chiedere i danni morali. Possono anche essere richiesti risarcimenti per i parenti delle persone che hanno subito i danni, nel caso in cui i congiunti siano morti a causa dell'illecito. Per l'indennizzo si segue, come negli altri casi, la via ereditaria.

Fra le sofferenze psichiche contemplate nei danni morali sono inclusi il dolore, la depressione, l'ansia, i patemi d'animo. Per questi sentimenti non possono ovviamente esistere delle tabelle, così la loro quantificazione è sempre in un'ultima istanza affidata alla discrezionalità del giudice e quindi alla persuasività degli avvocati. Per questo motivo il risarcimento di un danno morale è spesso oggetto di polemiche.

Bisogna infine distinguere il danno morale da quello non materiale: sono due categorie simili ma non equivalenti. Il danno non materiale è la conseguenza di un illecito, che non è direttamente quantificabile in base ai valori di mercato. Come tale può essere subito anche dalle persone giuridiche, per esempio dalle aziende. Il danno morale è invece strettamente legato alla sfera dei sentimenti della persona e quindi può essere valido solo per le persone fisiche.

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