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Telemedicina: la salute corre sul filo per medici e pazienti

Ecco quali sono i servizi più utilizzati dagli italiani

1 luglio 2021
Telemedicina: la salute corre sul filo per medici e pazienti

La pandemia ha spinto la diffusione di strumenti digitali in tanti settori, non solo nel mondo del lavoro e della scuola, ma anche in quello sanitario.

Tale evoluzione, anzi rivoluzione, è un po’ passata in sordina perché di fatto, ancora oggi, la possibilità di accedere digitalmente a una serie di servizi sanitari ha interessato solo una parte degli italiani, tra cui quelli affetti da malattie croniche. 

A mettere a fuoco una situazione dai contorni per ora abbastanza confusi è l’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.

Il dato di partenza è incoraggiante, se non addirittura quasi sbalorditivo: il 73% degli italiani si informa online sui corretti stili di vita, il 43% sulla campagna vaccinale, mentre il 37% ha già scaricato i referti via Web (tra cui ad esempio anche l’esito del tampone per rilevare il Covid-19).

Il Fascicolo Sanitario Elettronico, che rappresenta lo strumento principale su cui dovrebbero trovarsi tutti i dati del paziente, è ancora poco sfruttato: solo il 38% della popolazione ne ha sentito parlare e solo il 12% è consapevole di averlo utilizzato.

Durante la pandemia è triplicato, inoltre, l’uso della Telemedicina da parte degli operatori sanitari con un balzo delle “televisite”, passate nel giro di breve dal 13% al 39%.

Fascicolo sanitario, questo sconosciuto…

Il digitale è un canale sempre più usato dai cittadini per cercare informazioni sanitarie: il 73% ha cercato in rete informazioni sui corretti stili di vita (rispetto al 60% del 2020) e il 43% ha seguito online gli aggiornamenti sulla campagna vaccinale.

Le risorse fornite dal web vengono utilizzate anche per la prevenzione: il 33% dei pazienti usa app per controllare il proprio stile di vita e più di uno su cinque le utilizza per ricordarsi di prendere un farmaco (22%) o per monitorare i parametri clinici (21%).

Nonostante una maggiore confidenza degli italiani nei confronti delle nuove tecnologie, il processo di digitalizzazione del sistema sanitario appare ancora andare a rilento.

A dimostrarlo è la scarsa conoscenza del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): solo il 38% della popolazione ne ha sentito parlare e solo il 12% è consapevole di averlo utilizzato.

Se si considera invece il punto di vista dei pazienti cronici o con gravi problemi di salute, coinvolti nella ricerca, la situazione cambia: i pazienti conoscono questo strumento nel 73% dei casi e lo utilizzano nel 37% delle situazioni.

I servizi più utilizzati sono l’accesso ai referti online (dal 52% dei cittadini e dall’88% dei pazienti cronici) e alle ricette elettroniche (rispettivamente il 44% e l’88%).

Cittadini, pazienti e medici più “connessi”

Aumenta l’importanza dei canali digitali per ricercare informazioni sanitarie.

L’88% dei pazienti si informa sulla propria patologia online e il 73% e dei cittadini usa Internet per avere informazioni sulla prevenzione e gli stili di vita da seguire.

I servizi digitali più utilizzati sono il ritiro online dei documenti clinici (37%, contro il 29% pre-emergenza), la prenotazione online di visite ed esami (26%), e il pagamento online (17%).

Il 45% dei cittadini che ha prenotato un vaccino lo ha fatto online (il 29% fra gli over 65).

Rispetto alla comunicazione fra medici e pazienti, l’email è lo strumento più utilizzato sia dai medici (79% dei medici di medicina generale e 85% degli specialisti) sia dai pazienti (55%), ma con l’emergenza è cresciuto rapidamente l’impiego di piattaforme di collaborazione da parte dei medici di base (54% contro il 12% di prima della crisi Covid), dei medici specialisti (70% contro il 30% in precedenza) e dei pazienti (30% contro l’11%).

Balzo in avanti della Telemedicina

L’accelerazione imposta dalla pandemia ha aumentato anche l’interesse e l’impiego di applicazioni di Telemedicina da parte dei medici. Se prima dell’emergenza il livello di utilizzo superava di poco il 10%, durante l’emergenza è triplicato, superando il 30% per molte applicazioni.

Il servizio di Telemedicina più utilizzato è il Teleconsulto con medici specialisti (lo usa il 47% degli specialisti e il 39% dei medici di medicina generale), che attira anche l’interesse in prospettiva di 8 medici su 10.

Seguono la Televisita (39% degli specialisti e dei medici di medicina generale) e il Telemonitoraggio (28% specialisti e 43% medici). Questi servizi sono ancora poco usati dai pazienti, non tanto per mancanza di interesse, ma a causa di un’offerta ancora limitata, spesso proposta in abbinamento a polizze salute.

La telefonata o la videochiamata di controllo con il medico sono ancora la modalità più utilizzata per il monitoraggio a distanza dello stato di salute (23% dei pazienti).

Ancora marginale l’uso di servizi di Telemedicina strutturati, come la Televisita con lo specialista (8%), la Teleriabilitazione (6%), il Telemonitoraggio dei parametri clinici (4%), che però riscuotono un forte interesse in prospettiva, con percentuali vicine al 90% per il Telemonitoraggio e la Televisita con lo specialista.

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