Stretta sugli autovelox col nuovo decreto entrato in vigore

Introdotte nuove regole di impiego

12 June 2024
Stretta sugli autovelox col nuovo decreto entrato in vigore

Era atteso da 14 anni, ossia dall’entrata in vigore della legge del 2010 che lo aveva previsto. Parliamo del “decreto autovelox” che è diventato realtà pochi giorni fa dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento entrato in vigore il 29 maggio, a cura del ministero delle Infrastrutture e di quello dell’Interno, disciplina l’utilizzo delle apparecchiature per il controllo della velocità. Una nuova legge che potrebbe avere interessanti evoluzioni anche rispetto alle tariffe Rc auto.

Due principi hanno ispirato il nuovo decreto

Il primo è introdurre nuove regole di impiego, in modo che l'uso delle apparecchiature sia il più uniforme possibile in tutta Italia. Il secondo principio ispiratore è quello di pianificare i controlli su territori più ampi dei singoli Comuni, in modo da evitare buchi o sovrapposizioni. Il provvedimento, comunque, non interviene sulla questione dell'omologazione e dell'approvazione. Sulla materia si è espressa qualche settimana fa la corte di Cassazione, dichiarando l’illegittimità dei controlli con strumenti non omologati.

Il governo esautora i Comuni

Col nuovo decreto, i Comuni non potranno più decidere autonomamente dove usare gli autovelox: questo andrà fatto in coordinamento con gli altri enti della provincia ma anche con l'amministrazione provinciale in maniera da "evitare duplicazioni e sovrapposizioni”.

Tre condizioni

Altra novità: sulle strade extraurbane secondarie e urbane potranno essere usati solo a tre condizioni. La prima: elevata incidentalità da velocità nel quinquennio precedente. La seconda, impossibilità di contestare immediatamente la violazione, la terza: velocità dei veicoli in transito mediamente superiore ai limiti consentiti.

Niente autovelox se il limite di velocità è basso

In città, a parte qualche caso particolare, non si potranno usare autovelox laddove il limite è inferiore a 50 km/h. Fuori città non si potrà usare nei tratti di nei quali il limite è di oltre 20 km/h inferiore a quello massimo previsto dal Codice per il tipo di strada: ad esempio, sulle extraurbane principali, dove il limite è di 110 km/h, l'autovelox potrà essere usato soltanto se il limite è di almeno 90 km/h.

Stop all'autovelox nascosto

La presenza dei dispositivi elettronici andrà segnalata con un adeguato anticipo: sulle strade extraurbane ci dovrà essere almeno un chilometro tra l'apparecchio e il segnale che avverte i guidatori; in città, la distanza non potrà essere inferiore a 200 metri sulle urbane di scorrimento e a 75 metri sulle altre.

Tra due diversi autovelox mobili dovranno esserci almeno 4 chilometri sulle autostrade, 3 chilometri sulle strade extraurbane principali, 1 chilometro sulle extraurbane secondarie e sulle urbane di scorrimento, 500 metri sulle strade di quartiere e urbane locali. Gli autovelox fissi, tranne in autostrada, sono invece disciplinati dal prefetto.

Spese

Le spese di accertamento dovranno avere un costo documentato e analitico: non dovranno comprendere le spese sostenute per l’impiego delle apparecchiature. Comuni e province avranno 12 mesi per disinstallare gli autovelox non conformi.

L'autore

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