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Mondo Assicurazioni

Più polizze nel welfare delle imprese

Le aziende offrono polizze come benefit

20 aprile 2017
Più polizze nel welfare delle imprese

Aumenta il numero delle imprese italiane che nel corso del 2016 hanno deciso di premiare i dipendenti non tanto con compensi extra in denaro all’interno della busta paga, quanto piuttosto in servizi per il lavoratore e per la propria famiglia, tra cui polizze salute, voucher per baby sitter, servizi di assistenza per la persona e borse di studio per i figli.

Secondo il “Welfare Index Pmi”, una ricerca promossa da Generali Italia e condotta su un campione di 3.422 imprese di tutti i settori, le aziende virtuose, intese come quelle che hanno adottato piani di welfare aziendale, nel giro di un anno sono quasi raddoppiate, passando dal 9,8 al 18,3 per cento del totale.

Ad attestare la diffusione progressiva di questa tendenza vi sono anche le statistiche ufficiali: negli ultimi due anni sono stati stipulati e depositati presso il ministero del Lavoro 19.457 contratti con accordi sui premi di risultato di cui 15.843 contratti aziendali e 3.614 territoriali; nel 2016 i contratti che istituivano premi di risultato sono stati 7.936 e il 51,7% di questi (4.099) ha introdotto misure di welfare aziendale.

Il rapporto fornisce anche una classifica delle iniziative messe in campo più spesso dalle imprese: al primo posto ci sono le polizze assicurative per il personale con un 46,3%. In questo caso però, se si escludono le polizze infortuni che in molti casi sono obbligatorie, il tasso di iniziativa nelle assicurazioni scende al 17,1%. Al secondo posto, con una quota del 33%, vi sono le iniziative che prevedono il sostegno economico ai lavoratori, la sicurezza e la prevenzione degli incidenti (con iniziative aziendali aggiuntive rispetto a quelle obbligatorie per legge), a formazione del personale, strumenti per la conciliazione vita-lavoro basate spesso, ma non solo, sulla flessibilità degli orari.

Vi sono poi iniziative che hanno come oggetto forme di sanità integrativa: il 34,8% delle imprese ha attuato misure di questo tipo prevalentemente aderendo ai fondi istituiti dai contratti collettivi nazionali. A seguire  si collocano iniziative di welfare “allargato” al territorio (17,3%), il sostegno ai soggetti deboli e all’integrazione sociale (7,7%), i servizi di assistenza per i lavoratori e le loro famiglie (6,7%), le iniziative per la cultura, la ricreazione e il tempo libero (5,8%) e il sostegno all’istruzione dei familiari (2,7%).

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