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Mondo Assicurazioni

Più attenzione a pedoni e ciclisti nella prova della patente

Esami per la patente più complicati dal primo ottobre

1 luglio 2013
Più attenzione a pedoni e ciclisti nella prova della patente

Nella vita non c'è mai pace. Anche l'esame per la patente di guida si complica ancora di più, casomai non fosse già abbastanza complesso. Dal 1° ottobre l'esame sarà ancora più duro. Con oltre 700 nuovi quesiti che portano le oltre 7.000 complessivamente le domande che ci si ritroveranno sulle schede il giorno dell'esame. Quello che resta uguale è la suddivisione dei quiz per la prova d'esame: questi restano suddivisi in 25 capitoli, 15 considerati primari, con due domande ciascuno. Questo per chiunque voglia sostenere l'esame per ottenere le patenti A, A1, B, B1, BS, BE. Resta invariato invece il tempo concesso per sostenere la prova d'esame, cioè 30 minuti per da utilizzare appieno (e al massimo) per rispondere a tutte le 40 domande. Resta uguale anche il numero di errori che sono permessi e che garantiscono comunque il passaggio all'esame: con meno di cinque si è promossi.

Nei nuovi quiz è stato riservato un occhio di riguardo alle categorie che rischiano di più nel caso in cui l'automobilista esca impreparato dalle prove d'esame: parliamo dei pedoni e dei ciclisti, categorie parecchio esposte in caso di automobilista ignorante delle (nuove) regole. Sempre molto gettonate invece le domande sulle assicurazioni auto, quelle che si ritrovano spesso nei test di verifica. Tutto questo si aggiunge alle riforme già avviate per quanto concerne la prova pratica di guida. Questa, dal 19 gennaio 2013, consiste in tre fasi della durata minima di quaranta minuti: la prima è la valutazione teorico-pratica dei dispositivi dell'auto; la seconda è la manovra in un'area chiusa a cui segue la guida in autostrada o in una superstrada.

Sembra proprio insomma che ottenere la patente sarà sempre più complicato o quanto meno richiederà più di attenzione. I cambiamenti, in realtà si sono resi necessari per uniformarsi alle direttive europee con l'obiettivo ultimo di porre rimedio al sempre crescente numero di morti sulle strade. Secondo i dati Istat, le maggiori restrizioni già attuate hanno in qualche modo prodotto i loro effetti, visto che in Italia nel 2012 il numero dei morti per incidenti stradali è diminuito del 48,6% rispetto a dieci anni fa.  Rispetto al 2011 invece il numero di feriti per incidenti stradali è sceso del 10,2% e il numero di morti è diminuito del 5,4%. In un decennio insomma, tra aggiornamento del codice della strada, inasprimento delle sanzioni per reti stradali più gravi e maggiore selettività agli esami per la patente, il nostro paese è riuscito a dimezzare la mortalità per sinistri stradali: nel 2001 il tasso di mortalità per incidenti sulla strada era di 125 per milione di abitanti, mentre nel 2012 il tasso è sceso a 61.

di Franco Canevesio

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