Perché utilizziamo poco e male l’auto: ce lo spiega Unrae

L'Italia vanta due primati “poco invidiabili“

6 ottobre 2022
Perché utilizziamo poco e male l’auto: ce lo spiega Unrae

Abbiamo il maggior numero di auto “datate” , ma le utilizziamo poco e per tragitti molto limitati. È solo una delle evidenze più curiose sul mercato italiano emerse dallo studio L’automobile: italiani a confronto, realizzata per la rivista Quattroruote dall’Unrae, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, l'associazione delle case automobilistiche estere che operano in Italia.

Percorrenza media annua

Tra i vari elementi emersi, vi è il dato relativo alla percorrenza media annua registrata dagli automobilisti italiani. Secondo lo studio, infatti, la percorrenza media per vettura è di 10.712 chilometri all’anno. Questo dato risulta essere nettamente inferiore rispetto a quello registrato dagli altri 4 “Major Market” europei:

  • Germania: 13.602 chilometri all’anno
  • Spagna: 13.534 chilometri all’anno
  • Francia: 11.924 chilometri all’anno
  • Regno Unito: 11.909 chilometri all’anno

Secondo gli autori dell’indagine, questi dati possono però essere letti sotto più punti di vista che nulla hanno a che vedere con un’eventuale “pigrizia” dell’automobilista italiano.

In pratica, il grado di urbanizzazione giocherebbe un ruolo determinate a causa della ridotta efficienza del trasporto pubblico locale, sfavorendo l’Italia. La minore dimensioni dei centri urbani italiani, infatti, spingerebbero gli automobilisti a spostamenti brevi, almeno per quanto riguarda la percorrenza media. In altri Paesi, anche per questioni geografiche, gli spostamenti sono invece necessariamente più lunghi, in media.

Ci sono da considerare anche altre variabili come il tasso e il tipo di occupazione lavorativa. Da non sottovalutare anche questioni demografiche come la numerosità e la composizione delle famiglie.

Due primati "poco invidiabili"

Il mercato auto italiano vanta però anche due primati che, come sottolineato da Unrae, possono essere definitivi come “poco invidiabili“.

Nel nostro Paese c’è un tasso di motorizzazione particolarmente elevato, ben superiore alla media dei principali mercati europei ma, nello stesso tempo, il parco auto è più datato della media. In particolare, i dati rilevati sono:

  • 642 auto per 1.000 abitanti in Italia contro una media di 553 degli altri quattro Paesi europei.
  • un’età media del parco auto di 12,2 anni; il dato è il più alto tra i Major Market europei con la sola eccezione della Spagna.

Proprio a causa di questi due elementi, secondo lo studio, noi italiani finiamo per fare dell’auto un uso poco efficiente  sotto il profilo economico e subiamo di fatto la maggiore incidenza dei costi fissi per chilometro (tra cui ad esempio il costo della revisione e del premio della polizza Rc auto). Per l’Italia ci sono, inoltre pesanti conseguenze ambientali legate ad un eccessivo invecchiamento del parco auto.

Secondo lo studio, gli automobilisti italiani acquistano in media 4,2 auto, tra nuove e usate, nel corso della propria vita. Da notare, inoltre, che i privati cambiano auto dopo 6,5 anni ma l’età media delle vetture resta sempre molto più lunga.

La conferma arriva dai dati sulla rottamazione. Stando a quanto rilevato nel 2021, infatti, l’età all’atto della rottamazione delle vetture era di 18 anni. Il dato è in netto incremento rispetto alle rilevazioni del 2018: nel giro di 3 anni l’età media delle vetture rottamate è aumentata del +4,7%. Con i dati emersi dallo studio, serviranno quasi 27 anni per rinnovare il parco circolante italiano.

L'autore

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