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Mobilità, cresce l'attenzione delle città per bici e moto

Rimangono, però, alcuni aspetti critici

31 gennaio 2020
Mobilità, cresce l'attenzione delle città per bici e moto

Cresce l'attenzione per le due ruote: che siano biciclette (in condivisione e non), veicoli elettrici o moto tradizionali, con i costi dell'Rc moto in calo, le città stanno facendo sempre più spazio a cicli e motocicli con, però, alcune eccezioni negative. Lo afferma Focus2R, l'Osservatorio nazionale infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote.

L'ultima edizione del rapporto segnala “una costante crescita” delle misure adottate dalle amministrazioni locali italiane: è aumentata del 4% la disponibilità media di piste ciclabili, ciclopedonali e zone 30. Coerente con questo dato è l'incremento dal 20% al 24% dei comuni che consentono l'accesso delle biciclette nelle corsie riservate ai mezzi pubblici; una via preferenziale concessa anche agli scooter, pur con una quota di comuni inferiore (18%).  

Più della metà delle città analizzate autorizza il trasporto di biciclette sui mezzi pubblici; nel 2015 era circa un terzo. È un progresso che racconta come la mobilità urbana sia guardata con un approccio più organico rispetto a qualche anno fa, quando i diversi servizi erano più frammentati. Questo tipo di approccio è confermato anche dal fatto che tre città su quattro offrono postazioni di interscambio bici in corrispondenza delle stazioni ferroviarie. Il bike sharing sta attraversando un periodo di maturazione. Il numero delle città che offrono servizi di bici in condivisione è calato, ma in compenso galoppano il numero di mezzi disponibili (+49%) e di abbonati (+240% rispetto al 2015). In sostanza, l'entusiasmo iniziale aveva portato i servizi dove non erano del tutto sostenibili. Sono però rimasti, e molto cresciuti, dove il bike sharing ha dimostrato di avere basi più solide.   

Guardando alla componente green, è sempre più fitta la rete dei comuni che mettono a disposizione punti di ricarica dedicati alle due ruote: erano il 42% nel 2015, mentre oggi sono il 59% del totale. Cresce infatti l’attenzione all’elettrico, che secondo Focus2R, è “sempre più percepito come reale alternativa ai sistemi di mobilità più inquinanti”.

Per quanto le note positive siano in netta maggioranza, l'osservatorio indica alcune ombre. Due, in particolare. La prima: resta ancora “insufficiente” l’offerta di parcheggi per moto e scooter: due città su tre non raggiungono i cinque stalli ogni mille abitanti. La seconda pecca riguarda uno sviluppo difforme: “L’accelerazione delle amministrazioni locali verso le due ruote non fa che accrescere il divario tra le città del nord, più aperte al cambiamento, e quelle del sud, che - sia pure con alcune interessanti eccezioni – rimangono più legate a schemi tradizionali”.

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