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Mondo Assicurazioni

L'Ania boccia la proposta 'RC auto, Tariffa Italia'

Tariffa unica per i più virtuosi: è polemica

15 maggio 2014
L'Ania boccia la proposta 'RC auto, Tariffa Italia'

Tariffa unica per l’Rc auto. Una proposta che parte dalla Campania, dove gli automobilisti virtuosi sono stanchi di pagare tariffe molto più alte della media di mercato, tenendo conto, tra l’altro, che il costo dell’assicurazione in Italia è comunque tra le più care d’Europa. Una proposta che però fa discutere e che l’ANIA (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici) ha già dichiarato illegittima e irrealizzabile.

La proposta prevede che tutti coloro che negli ultimi cinque anni non hanno avuto sinistri possano accedere alla tariffa migliore d’Italia, indipendentemente da quale sia la loro provincia di residenza. “RC auto, Tariffa Italia” è il nome dato dalla proposta di legge d’iniziativa popolare partita da alcuni deputati campani: una proposta che ricalca una analoga dei grillini di qualche mese fa.

Secondo gli ultimi dati dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni Ivass le differenze tra una regione e l’altra, ma talvolta tra una provincia e l’altra, è altissima: un 18enne napoletano può arrivare a pagare un premio di 3.500 euro per un’auto 1.3 a benzina e 1.500 per un motorino 50cc. 

Ma la tariffa unica secondo l’Ania non è una soluzione percorribile e l’associazione degli assicuratori ha subito diffuso un comunicato in cui dice che «la proposta, oltre a essere illegittima perché contraria alle direttive comunitarie che vietano di imporre alle compagnie condizioni di prezzo di qualunque tipo». Inoltre, il rischio è che le compagnie debbano spalmare il disavanzo su tutti coloro che magari hanno fatto un solo incidente perché devono obbligatoriamente “tutelare” i virtuosi.

Effettivamente il rischio non è uguale in tutte le zone come sottolinea l’Ania: «Secondo l’ultima rilevazione dell’Associazione la frequenza sinistri di quanti sono collocati nella prima classe di bonus-malus a Napoli si attestava nel 2012 all’8,10% a fronte della media nazionale del 5,63%». Dall’associazione, inoltre, arriva un appello al Comune di Napoli perché si impegni nei controlli per scovare le truffe che fanno aumentare notevolmente le spese delle compagnie e che ricadono sui consumatori.

di Eleonora Della Ratta

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