Ivass, cala l'Rc auto (ma non abbastanza)

Ribassi insufficienti per le associazioni dei consumatori

30 settembre 2022
Ivass, cala l'Rc auto (ma non abbastanza)

Scende il prezzo medio dei contratti Rc auto. L'ultimo rilevamento dell'Ivass parla di una media di 353 euro in calo del 2,1% su base annua. Lo dice il bollettino statistico dell’IVASS che rileva come, rispetto al 2014, il prezzo si sia ridotto di 135 euro, il 27,7% in meno.

Secondo il bollettino, il 50% degli assicurati italiani paga meno di 316 euro, il 90% paga meno di 558 euro; solo il 10% paga meno di 186 euro.

Si riduce il differenziale italiano

Prosegue, nel frattempo, il processo di convergenza dell'Rc auto in Italia: il differenziale tra le province di Napoli e Aosta, infatti, adesso è di 250 euro, l’11,4% in meno su base annua; rispetto al 2014, il differenziale è ridotto del 47,9%.

Napoli la provincia più cara, Reggio Calabria la meno cara

I prezzi risultano eterogenei tra le province: gli assicurati di Napoli pagano in media 528 euro, quelli di Prato 502 euro, quelli di Caserta 469 euro, tutti prezzi parecchio superiori al premio medio nazionale (353 euro). Le province meno costose sono Pordenone con 274 euro, Oristano con 268 euro ed Enna con 254 euro. Il premio medio aumenta in sette province tra cui Bolzano (+2,2%) e diminuisce soprattutto a Vibo Valentia (-6,4%) e Reggio Calabria (-6,2%).

La scatola nera

Il 21,2% delle polizze stipulate nel secondo trimestre del 2022 prevede la riduzione del premio se il guidatore accetta di avere a bordo la scatola nera, un dispositivo la cui penetrazione è in aumento di quattro decimi di punto percentuali su base annua e di circa otto punti percentuali dal 2014.

La scatola nera è più diffusa nelle province che hanno l’Rc auto più alta: come, ad esempio, Caserta dove la black box è al 65,5% e si paga 469 euro di Rc auto), Napoli (54% e 528 euro) e Crotone (39,9% e 392 euro). Al contrario, il tasso di penetrazione della black box è minimo a Bolzano: solo il 4%.

Codacons, riduzione Rc auto insufficiente

La riduzione dell'Rc auto del 2,1% nel secondo trimestre non soddisfa il Codacons che la considera “del tutto insufficiente". Si tratta - spiega il presidente Carlo Rienzi - di una riduzione delle tariffe davvero minima, considerati due anni di pandemia che hanno prodotto limiti agli spostamenti e un crollo degli incidenti in Italia. Se pensiamo agli enormi profitti incamerati dalle imprese assicuratrici grazie alla pandemia, i prezzi delle polizze avrebbero dovuto subire un crollo verticale, ma così non è stato. Il trend nel settore Rc auto, inoltre - prosegue Rienzi - rischia di invertire la rotta: le tariffe potrebbero tornare a breve a salire per effetto di inflazione e caro-energia, così come annunciato dalle compagnie di assicurazioni. Un'ipotesi che, oltre al danno, rappresenterebbe una beffa per milioni di assicurati”.

Unc, ribassi a passo di lumaca

Sulla stessa lunghezza d'onda Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “Il dato positivo è che prosegue il calo dell’Rc auto ma si tratta di passi da lumaca – sottolinea Dona - Anche se il confronto con il trimestre precedente è improprio perché risente della stagionalità, resta il fatto che il prezzo scende da 353 euro e 40 centesimi del primo trimestre 2022 a 352 euro e 90 centesimi: insomma, cala appena di 50 cent, uno striminzito -0,14%. Un rallentamento nella discesa che speriamo non stia a indicare una prossima inversione di tendenza“.

L'autore

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