In Italia aumenta il numero delle auto connesse

Il mercato vale 2,9 miliardi di euro

31 May 2024
In Italia aumenta il numero delle auto connesse

Continua a crescere, in Italia, il settore delle auto connesse portandosi dietro il segmento della mobilità smart. Il numero delle auto connesse attualmente è di 16,9 milioni di unità, poco meno della metà di quelle in circolazione, una ogni 4 abitanti. Tutto per un mercato che, nel nostro Paese, ha toccato nel 2023 quota 2,9 miliardi di euro, il 17% in più rispetto al 2022.

Questi appena citati sono solo alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Connected Car & Mobility della School of management del Politecnico di Milano. Un buon risultato che rende ottimista anche il segmento delle tariffe Rc auto che potrebbe beneficiare di questo cambio di rotta in un fututro non troppo lontano.

Boom da 1,5 miliardi per le soluzioni per l'auto connessa

I dati della ricerca sono molto positivi, soprattutto se confrontati con quelli dei principali paesi occidentali, che presentano una crescita compresa tra +10% e +20%. Parlando del mercato, le soluzioni per l’auto connessa valgono nel complesso 1,56 miliardi di euro: soprattutto, hanno guadagnato l'11% in più in un anno.

I sistemi Adas, Advanced driver assistance systemsdei nuovi modelli, come ad esempio la frenata automatica d’emergenza e il mantenimento del veicolo in corsia, raggiungono la quota di 950 milioni di euro, il 28% in più rispetto all'anno prima, mentre le soluzioni Smart mobility nelle città, soprattutrto la gestione dei parcheggi e la sharing mobility, valgono 400 milioni di euro, in rialzo del 18%.

Rinunciare all'auto se i trasporti green funzionano

Dalla ricerca del Politecnico di Milano emerge che gli italiani potrebbero rinunciare all’auto in cambio di trasporti più sostenibili: mezzi pubblici più frequenti (45%), parcheggi gratuiti nei punti di snodo (30%), mezzi pubblici e veicoli in sharing accessibili in modalità free (29%) sono le principali richieste. Il 40% dei guidatori italiani già oggi sta riducendo l’utilizzo dell’auto preferendo soluzioni alternative come il car sharing o la micromobilità

La guida autonoma non piace

Solo un 15% utilizzerebbe un’auto a guida autonoma nei prossimi anni, mentre il 19% è contrario all'utilizzo della guida autonoma e ben 2 guidatori su 3, cioè il 66% degli italiani al volante, hanno ancora forti dubbi. I contrari alla guida autonoma sono frenati soprattutto dalla sensazione di non avere il controllo della vettura (36%), dal piacere di guidare in prima persona (32%) e dalla sensazione di insicurezza (31%).

Un settore in crescita

"Il settore della mobilità connessa continua a crescere, spinto da innovazioni tecnologiche e novità normative - spiega Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Connected Car & Mobility - Sempre più aziende sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati da veicoli e infrastrutture connesse, utilizzabili per offrire nuovi servizi di valore. I risultati si vedono: nel 2023 il fatturato della vendita di servizi è cresciuto del 29%, toccando 620 milioni di euro. Dal punto di vista normativo, incide sia l’obbligo a partire dal 2024 di integrare specifici Adas all’interno delle auto di nuova immatricolazione che quello dal 2035 di immatricolare solo veicoli a zero emissioni. La connettività avrà un ruolo molto importante nella gestione dei nuovi modelli elettrici e ibridi, e nel garantire scambi di informazioni tra veicolo e infrastruttura”.

L'autore

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