Il mercato delle due ruote resiste alla crisi

L'Italia è il più ampio mercato europeo

8 settembre 2022
Il mercato delle due ruote resiste alla crisi

In un mercato della mobilità in forte difficoltà, anche un "pareggio" è una buona notizia. Nei primi sei mesi del 2022, le immatricolazioni di moto e ciclomotori sono sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In altre parole: a differenza del profondo rosso delle auto, le due ruote – pur accusando alcune difficoltà – hanno retto.

Le immatricolazioni in Europa e in Italia

Secondo l'ultimo rapporto Acem, l’associazione continentale dei costruttori, le immatricolazioni di motociclette nuove nei cinque dei maggiori mercati europei (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) hanno registrato un calo dello 0,5% (a 532.980 unità). Le vendite sono quindi pressoché stabili.

Dietro la media europea ci sono però andamenti nazionali diversi. Positivo è il mercato motociclistico in Germania (117.800 immatricolazioni, +1,7%) e soprattutto in Spagna (91.870 unità, +10,7%). Calano invece le vendite in Francia (108.000 unità, -6,4%), Regno Unito (53.650, -2,3%) e Italia: il nostro Paese ha registrato una flessione del 2,8%, confermandosi però il più ampio mercato europeo, con 161.500 unità immatricolate.

Ciclomotori in leggera crescita

La tendenza è molto simile per i ciclomotori. Nella prima metà dell'anno, le immatricolazioni nei sei maggiori mercati europei (oltre a Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Italia c'è il Belgio) sono aumentate dell'1%, raggiungendo le 134.500 unità. Si viaggia quindi sulla linea della parità. Una notizia confortante non solo per i costruttori ma anche per assicurazioni, componentistica e indotto complessivo.

Le sfide per i produttori

Il Segretario Generale dell'Acem, Antonio Perlot, ha indicato in una nota quali fattori hanno rallentato le vendite. Hanno pesato "le interruzioni logistiche a livello internazionale", con conseguenti "ritardi nelle consegne di veicoli in diversi mercati europei". Il resto lo hanno fatto "l’aumento dei costi energetici, dell’inflazione e dei tassi di interesse", oltre a una persistente "incertezza economica".

Aver affrontato queste difficoltà rimanendo in linea di galleggiamento induce però l'Acem all'ottimismo: "Le immatricolazioni di ciclomotori e motocicli in Europa sono rimaste comunque stabili rispetto alla prima metà del 2021", ha sottolineato Perlot. 

"Grazie a costi di acquisto e gestione relativamente bassi, le due ruote sono andate molto meglio rispetto ad altri mezzi di trasporto privati". Per capire lo stato di salute del settore saranno adesso decisivi i prossimi dati, relativi ai primi nove mesi dell'anno. Solo allora, ha spiegato il segretario generale Acem, si potrà avere "un’idea migliore sull’andamento del settore nel 2022”.

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