Il comparto danni secondo Ivass

Studio Ivass sulle polizze in Italia e l'importanza del comparto danni

18 dicembre 2015
Il comparto danni secondo Ivass

L'Ivass ha pubblicato il suo Quaderno numero 4 in cui esamina i conti del settore assicurativo italiano negli anni 2008-2013, a partire dal periodo immediatamente prima della crisi finanziaria e di quella dei debiti sovrani. Prima di tutto, diciamo subito che secondo l'indagine, il risultato d'esercizio non dipende tanto dall’ammontare della produzione, cioè dai premi, quanto piuttosto, nel caso del comparto danni, quello che interessa maggiormente gli automobilisti, visto che comprende l'rc auto, è legato al livello del loss ratio, cioè il rapporto tra sinistri avvenuti e premi incassati nello stesso esercizio amministrativo da parte delle compagnie assicurative, mentre nel ramo vita è legato soprattutto all’andamento dei tassi d'interesse.

La forza del ramo danni. In complesso, nota l'Ivass, la redditività del settore assicurazione appare positiva, a eccezione del 2008, anno in cui si manifestata la crisi finanziaria e del 2010-2011, anni in cui viene fuori la crisi dei debiti sovrani. Negli ultimi tre anni, i risultati risultano comunque molto positivi, con utili ai valori massimi. E se, sostiene l'Ivass, analizzando i dati, possiamo rilevare che il risultato globale è influenzato soprattutto da quello del comparto vita, la redditività del comparto danni è pur sempre un fattore di rilievo per la profittabilità del settore. 

Ramo danni, crescono i premi. Nello specifico, il Quaderno riposta alcuni dati interessanti, soprattutto per quanto concerne il ramo danni che ingloba l'Rc auto che, da solo, secondo l'Ivass, rappresenta circa la metà (14,4 miliardi di euro, nel 2014) della raccolta premi complessiva del ramo danni. Ebbene, nel periodo 1999-2014, il comparto danni mostra una costante crescita della raccolta premi, almeno fino al 2006, anno in cui raggiunge il massimo valore di 40 miliardi di euro. Dopo una sostanziale stabilità, dal 2006 il settore registra una tendenza alla riduzione, arrivando a toccare, nel 2014, l'importo di 34,4 miliardi, con un ammontare dei premi che si attesta intorno al 2,5% del pil. 

In calo i sinistri. Fino al 2006, fa notare l'Ivass, sale in maniera costante anche la raccolta premi, che comincia a scendere però a partire dal 2007. Addirittura, secondo l'Ivass, si nota un fenomeno strano: nel 2013 e 2014 l’utile del ramo danni si attesta su valori elevati (35,3 miliardi nel 2013 e 34,4 miliardi nel 2014) nonostante il calo significativo (rispettivamente il 3,8% e il 2,5%) della componente principale dei ricavi, ossia nonostante il calo dei premi. Questa evidenza, sostiene l'Istituto di vigilanza delle assicurazioni, porta alla conclusione che il risultato d’esercizio delle compagnie viene influenzato “in misura non determinante” dai volumi della produzione. Piuttosto, il risultato d'esercizio “appare più dipendente” da un'altra componente di costi, cioè dagli oneri per i sinistri che le compagnie devono sostenere. Una componente che, sottolinea l'Ivass, nell'ultimo triennio si è rivelata “in forte riduzione”: vuoi per colpa della crisi che ha inciso parecchio (e negativamente) anche sulla circolazione di beni e persone e, di conseguenza, sulla sinistrosità, vuoi per alcuni interventi di natura strutturale nel settore rc auto che hanno contribuito a dimunuire gli incidenti, come la revisione della normativa microlesioni, l’intensificazione dell’attività contro le frodi e la diffusione della scatola nera a bordo delle auto. 

Più analisi nei prossimi anni. In conclsuione, secondo l'Ivass, l'analisi di tutte queste variabili evidenzia che anche il mercato assicurativo, in Italia, nei prossimi anni sarà soggetto a una certa ciclicità, almeno in alcuni segmenti come l'rc auto e il comparto danni totale. Questo, dice in coclusione il Quaderno numero 4 Ivass, “stimola una ricerca di risultati più robusti”, che potrebbero essere conseguiti sia tramite “una maggiore profondità storica delle serie prese in considerazione” che  “eseguendo ulteriori verifiche statistiche” negli anni a venire. 


  


 

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