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Effetto coronavirus: in Europa crollano le immatricolazioni

Il calo più consistente è registrato in Italia

22 aprile 2020
Effetto coronavirus: in Europa crollano le immatricolazioni

L'auto rimane in testa ai desideri degli italiani nonostante l'emergenza coronavirus. In tanti aspettano che passi la buriana per comprarne una, anche online, senza pensare troppo ai costi dell'Rc auto o ad altri parametri finanziari. Ma è un effetto ben più devastante quello che sta colpendo, in queste settimane, il mercato dell’auto europeo: secondo i dati Ue, a marzo in Europa Occidentale (quindi Ue+Efta+UK) sono state immatricolate 853.077 vetture, contro le 1.771.030 del marzo 2019. Un crollo verticale di 917.953 unità, il 51,8% in meno in dodici mesi. Un risultato disastroso dovuto all’emergenza coronavirus che ha colpito un mercato dell'auto dell’Europa Occidentale fiacco, già provato da perdite del 7,2% nei primi due mesi dell’anno. L’entità del calo è strettamente correlata all’inizio della quarantena e alle misure restrittive.

Il risultato peggiore è quello italiano, primo paese a dichiarare l’emergenza. A marzo, il calo delle immatricolazioni è stato dell’85,4%. Non è andata meglio a Francia e Spagna: la prima ha visto il crollo delle immatricolate del 72,2%, la seconda del 69,3%. Pesante, anche se più contenuto, l’impatto su altri due grandi mercati come la Germania (-37,7%) e il Regno Unito (-44,4%).

L'Europa depressa chiede incentivi. Anche se previsto, il calo di marzo delle immatricolazioni in Europa Occidentale costituisce un vero choc per il mercato dell’auto che potrà riprendersi solo a fine emergenza, forse. In tutti i paesi colpiti dal crollo delle immatricolazioni i rappresentanti delle associazioni di settore avanzano richieste ai governi per rilanciare il comparto auto. Prima misura richiesta a gran voce in Europa è un sostegno finanziario forte, da parte degli Stati, alla filiera dell’auto, soprattutto ai concessionari, l’anello debole della catena. La seconda misura chiesta è l’adozione di adeguati incentivi per sostenere la nuova domanda.

L'Italia non fa eccezione. La ricetta europea viene chiesta e subito anche dalle associazioni italiane, in modo da assicurare l'apporto finanziario necessario alle concessionarie, rendendo immediatamente operativo il sostegno alla domanda. Le soluzioni da adottare, secondo il Centro Studi Promotor, sono incentivi alla rottamazione di vetture che abbiano più di dieci anni e che vengano sostituite con auto nuove Euro 6 o con auto a emissioni zero o molto contenute. Soluzioni che dovrebbero riprodurre l'iter dei primi incentivi alla rottamazione, quelli del 1997, che hanno consentito al mercato dell’auto un guadagno per lo Stato del 38,8% in gettito Iva, coprendo il costo degli incentivi e lasciando un avanzo per l’erario di 1.400 miliardi di lire di allora, con un aumento dello 0,4% del pil.

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