Droga al volante, è l'ora dei controlli

Nuovi strumenti contro chi guida sotto effetto di stupefacenti

3 luglio 2015
Droga al volante, è l'ora dei controlli

Per la prima volta arrivano in Italia i controlli necessari a stanare gli automobilisti sorpresi a guidare sotto l'effetto di droghe. Sono scattati da quasi un mese i primi droga test necessari a verificare, in tempo reale, la presenza di sostanze stupefacenti nel corpo di chiunque sia stato fermato in strada alla guida in stato di alterazione.

Il nuovo droga detector. I controlli funzionano in questo modo: se gli agenti sospettano che che il soggetto fermato alla guida di un veicolo sia in stato di alterazione non causata solo dall'alcol possono sottoporre il guidatore, oltre all'alcoltest, anche a un esame attuato con un macchinario elettronico che analizza la saliva. Se anche questa analisi risulta positiva, il guidatore viene sottoposto a un ulteriore prelievo di saliva che verrà spedito ai laboratori di analisi. L'esito dell'esame, dopo due o tre giorni, darà il responso definitivo valido a fine legale. Nel frattempo, comunque, scatta il sequestro della patente del guidatore e, se l'auto non è intestata a un'altra persona, anche il sequestro della vettura. Questi macchinari particolari adatti a effettuare le analizi preventive, sono in dotazione in circa 1.800 unità: sono stati donati dalla fondazione Ania, che non si occupa solo di assicurazioni, per la sicurezza stradale e, a breve, dovrebbero aumentare di numero.

Progetto pilota. Il progetto pilota è partito da 19 città, quelle nelle quali sussistono, per esperienza, le “situazioni più critiche”, come sostiene Roberto Sgalla, ex direttore del servizio di polizia stradale di Roma, una delle città in via di esperimento del sistema, e attuale capo delle specialità della polizia. Le città sono Ancona, Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Cesena, Forlì, Messina, Napoli, Novara, Padova, Perugia, Pescara, Roma, Teramo, Trieste, Verona, Savona. “Quello che conta”, dice ancora Sgalla, “è mettere in piedi un sistema che possa diventare determinante sia in tema di prevenzione che di pubblicizzazione di una nuova cultura della sicurezza”.

Tutti contro l'omicidio stradale. Con queste nuove attrezzature viene colmata una grande lacuna, dal momento che, solo a guardare i dati del primo quadrimestre 2015, in tutta Italia sono stati controllati 496.953 conducenti: 8.295 sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza, mentre soltanto 552 sono stati multati per aver guidato sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Ogni anno, però, più di un milione di persone muiono sulle strade di tutto il mondo, oltre tremila soltanto in Italia. Non solo: l'Asaps, l'Associazione sostenitori amici della polizia stradale, ha accertato che in un caso su cinque, pari al 19,4%, degli oltre mille incidenti causati dai pirati della strada l'anno scorso, il responsabile guidava sotto effetto di alcol o di sostanze stupefacenti. Attualmente, col reato di omicidio stradale, chi causa la morte di qualche persona mentre è guida in stato di alterazione, ossia sotto effetto di alcol o di droghe, rischia il carcere da 8 a 12 anni: con i nuovi strumenti a disposzione della Polizia stradale sarà più facile (e più veloce) scoprire reato e causa dello stesso.

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