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Mondo Assicurazioni

Cybersicurezza: in calo attacchi gravi a banche e assicurazioni

Il settore più colpito è quello pubblico

13 marzo 2020
Cybersicurezza: in calo attacchi gravi a banche e assicurazioni

Nel 2019 gli attacchi informatici definiti "gravi" sono stati 1.670, in aumento del 7% rispetto all'anno precedente. Il settore bancario e assicurativo, però, si muove in controtendenza, registrando un calo superiore al 10%. Lo afferma il Rapporto Clusit 2020 sulla sicurezza ICT in Italia e nel mondo.

In media, ogni mese sono stati registrati 139 attacchi, ma, come ammette il Clusit, si tratta “solo della punta dell’iceberg". Le analisi si riferiscono infatti ad attacchi "andati a segno provocando danni importanti"; sono eslcusi dal conteggio quelli tentati e bloccati, oltre, chiaramente, a quelli non comunicati da chi li ha subiti.

Nonostante un deciso calo negli ultimi anni, il settore più colpito è quello pubblico, sul quale si è concentrato il 15% degli attacchi. Segue la Sanità, al 12% ma con un incremento a due cifre. Questo podio del rischio è chiuso dai servizi online, con 11% e un volume di offensive quasi raddoppiato. Seguono i settori Ricerca e formazione scolastica (8%, in calo dell’8,3%) e quello bancario e assicurativo (verso il quale si è diretto il 6% degli attacchi). Scorrendo la classifica dei settori target, ci sono Intrattenimento/Informazione (5% in calo del 31,4%), Commercio e Grande Distribuzione Organizzata (2% degli attacchi, in crescita del 28,2%), e l’insieme di “Altri Settori” (3% del totale attacchi, +76,7%), Telecomunicazioni (1% del totale, +54,5%) e Fornitori di Sicurezza Informatica (1%; in evidenza qui la crescita a tre cifre: +325%).

Gli attacchi più frequenti, però, sono "multiple target": un quarto delle offensive informatiche ha cioè "obiettivi indifferenziati", che quindi non si fermano al confine tra un settore e l'altro. Il rapporto classifica le offensive sia per gravità che per tipologia. Nel 2019, il 54% ha avuto un impatto “alto” o “critico”. Nel 46% è stato “medio”, ma comunque significativo. La maggior parte degli attacchi rientra sotto l'ombrello del cybercrime: nell’83% dei casi è infatti stato perpetrato con l’obiettivo di estorcere denaro alle vittime. Non se ne vedevano così tanti da nove anni a questa parte, con un crescita del 12,3% rispetto al 2018.

Rimangono sostanzialmente stabili anno su anno gli attacchi gravi da attività di “cyber espionage”: lo spionaggio rappresentano il movente nel 12% dei casi. Diminuiscono di oltre un terzo le operazioni di cyber Warfare: la “guerra delle informazioni” costituisce il 2% del totale degli attacchi. Pur essendo meno frequenti rispetto cybercrime, cyber espionage e cyber warfare hanno impatti mediamente più gravi.

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