Covid & lockdown: al vaglio l’ipotesi di un rimborso per l’Rc auto

Le compagnie, però, non sono tutte d'accordo

22 marzo 2022
Covid & lockdown: al vaglio l’ipotesi di un rimborso per l’Rc auto

Nella fase peggiore delle restrizioni Covid, tranne rare eccezioni riservate agli addetti di alcuni settori considerati essenziali, come quello sanitario, non era possibile spostarsi anche all’interno della propria città. Oggi, a distanza di due anni, si fa strada l’ipotesi che gli automobilisti possano ricevere un rimborso sul costo della polizza Rc auto già pagata dato il mancato utilizzo del veicolo per diverse settimane. Già in passato si era parlato di questa possibilità, ma ora il governo ha intenzione di valutarne la fattibilità attraverso l’apertura di un tavolo di confronto in cui verrà affrontata la questione da un punto di vista tecnico.

Tra coloro che hanno sempre sostenuto la necessità di un intervento a favore degli assicurati c’è anche l’Ivass. L’Istituto di vigilanza sulle compagnie assicurative attive in Italia ritiene importante effettuare una rimodulazione delle tariffe o, in alternativa, concedere un bonus agli automobilisti per effetto del calo del numero di sinistri durante il lockdown.

La reazione delle compagnie assicurative

Dal canto loro le compagnie assicurative si sono sempre opposte alla restituzione delle quote di premio relative al periodo di lockdown con motivazioni diverse.

Diverse compagnie hanno già provveduto ad effettuare una sorta di rimborso ai propri clienti: alcune hanno proposto un mese di copertura gratis, altre sospensioni di polizza più flessibili rispetto a quanto prevedono le condizioni contrattuali e altre hanno rinunciato alle franchigie. Altre compagnie avrebbero invece utilizzato in parte i risparmi ottenuti per effetto del calo degli incidenti facendo donazioni a strutture sanitarie.

Un’altra motivazione di natura più tecnica è legata alla convinzione delle compagnie assicurative di una probabile impennata del numero di incidenti a seguito della ripresa della mobilità (in particolare con la fine dello smart working). Qualora dovesse verificarsi tale circostanza, i risparmi accumulati andrebbero a sostenere i maggiori costi da sostenere per gli indennizzi dovuti al maggior numero di incidenti.

Le stime dell’Ivass

Per comprendere i termini della questione, e l’impatto sulle tasche degli automobilisti italiani, l’Ivass a giugno 2021 ha stimato che, a seguito delle iniziative avviate spontaneamente dalle compagnie assicurative, l’ammontare complessivo dei rimborsi dovuti fosse pari a 811 milioni di euro. Un importo di gran lunga più basso dei 2,2 miliardi incassati durante il periodo in cui non era possibile circolare.

La differenza, pari 1,4 miliardi di euro, come riportato nelle considerazioni del Presidente dell’Istituto di Vigilanza, Luigi Federico Signorini, ha incrementato le entrate del 45% delle compagnie assicurative nei rami danni mentre nel frattempo le tariffe sono diminuite del 5,5% e i costi per i risarcimenti del 20% (per effetto delle restrizioni alla circolazione).

L'autore

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