Autovelox, cosa prevedono le nuove regole

Indicazioni e parametri più stringenti

4 June 2024
Autovelox, cosa prevedono le nuove regole

Cambiano le regole sugli autovelox: diventano più rigidi i parametri che definiscono dove e come piazzarli. In sostanza, i dispositivi che misurano se un mezzo sta rispettando i limiti di velocità vengono esclusi da alcune zone e dovranno seguire indicazioni più stringenti.

Limiti di velocità

Probabilmente, le novità più interessanti per gli automobilisti riguardano il perimetro d’applicazione degli autovelox, che si riduce. Nelle strade urbane, la postazione mobile non potrà essere utilizzata se il limite di velocità previsto è inferiore ai 50 km/h. La nuova regola vale sia per le strade urbane “a scorrimento”, sia per quelle “di quartiere”.

In sostanza, quando si viaggia in città, l’autovelox è automaticamente escluso – solo per fare un esempio – dalle “zone 30”, sempre più diffuse, soprattutto nei grandi centri.   

Anche nelle strade extraurbane i limiti cambiano, anche se in modo più fluido. Per installare un autovelox, afferma il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 maggio, “il limite massimo di velocità consentito deve essere pari o comunque non inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello generalizzato del corrispondente tipo di strada”.

In pratica, su strade extraurbane il cui limite è di 110 km/h, il dispositivo mobile è ammesso solo nei tratti con un limite di almeno 90 km/h. È invece escluso, ad esempio, in quelli da 60 o 70 km/h. Possono però esserci delle eccezioni, dovute alla “criticità di tracciato” o alle “dimensioni della piattaforma stradale” che rendano particolarmente alto il rischio di incidente.  

Un limite agli autovelox

Altri cambiamenti riguardano la segnalazione e la frequenza. Fuori dai centri abitati, i tratti in cui è attivo un autovelox dovranno essere segnalati almeno 1 km prima.

Per la prima volta, inoltre, viene fissato un limite minimo di distanza tra due dispositivi mobili, in modo che la loro distribuzione non sia troppo fitta. In base al tipo di strade, va da 1.000 a 4.000 metri.

Gli obiettivi

Il decreto mira a evitare la proliferazione degli autovelox. Se da un lato sono un deterrente e un modo per punire chi infrange le regole, dall’altro sono stati spesso accusati di essere strumenti per “fare cassa” sulla pelle degli automobilisti. L’impatto del decreto è tutto da scoprire, non solo sulle sanzioni (che quasi sicuramente diminuiranno) ma anche sugli incidenti stradali e – di conseguenza – sui premi assicurativi.

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