Autostrade: Lazio e Abruzzo colpite dai rincari delle tariffe

Già partite le prime proteste con il blocco dei caselli

3 maggio 2022
Autostrade: Lazio e Abruzzo colpite dai rincari delle tariffe

Dal mese di luglio, proprio quando potrebbero aumentare gli spostamenti degli italiani per le vacanze estive, prendere le autostrade diventerà più caro. Per gli automobilisti quindi si prepara un’altra stangata che va ad aggiungersi ai costi già sostenuti tra cui manutenzione periodica e revisione, caro-carburanti e polizza Rc auto.

Dietro l’aumento vi sono diverse situazioni. Un primo aumento deriva da una decisione dell’azienda che controlla i pedaggi automatici delle autostrade italiane, la Telepass che ha dichiarato di essere costretta a rivedere i prezzi  per via delle maggiori spese sostenute per l’ammodernamento degli impianti. Il secondo invece aumento riguarda invece nello specifico l’autostrada A24 A25 gestita da Strada dei Parchi, società del gruppo Toto.

I rincari previsti

La situazione più critica riguarda i tratti autostradali Roma-Teramo e Torano-Pescara, rispettivamente la A24 e la A25. A inizio aprile il commissario straordinario di Strada dei Parchi (autostrade A24 e A25) che collega Roma con l’Abruzzo ha preparato un Piano economico finanziario (Pef) che prevedeva aumenti dei pedaggi di quasi il 16% l’anno, 375% in totale nel 2030.

Ma la risposta delle associazioni dei consumatori e persino dei sindaci della zona è stata rapida e concorde: il solo annuncio delle nuove tariffe ha portato a scendere in piazza autorità e cittadini del Lazio e dell’Abruzzo.

Le richieste di chi sta protestando

La situazione purtroppo non è nuova: nel Lazio e in Abruzzo è da anni che vanno avanti le proteste per le cattive condizioni in cui versa il tratto (che avrebbe necessità di diversi interventi di messa in sicurezza) e per il costo troppo elevato del pedaggio, che penalizza i numerosi lavoratori pendolari tra le due regioni.

Da tempo è stato chiesto al governo “di adottare provvedimenti finalizzati ad attenuare una pressione economica insostenibile per le tasche dei pendolari che quotidianamente si spostano lungo le due importantissime arterie autostradali”.

La protesta, partita nelle scorse settimane, non ha “colore politico” ma è trasversale, visto che i sindaci interessati (e sono oltre 100), nonché i senatori e i deputati che avallano le richieste, appartengono ai vari schieramenti. Tra le richieste di chi è sceso non “in piazza” ma lungo le tratte autostradali, vi sono non solo lo stop al rincaro, ma anche l’avvio di lavori di messa in sicurezza delle strade.

Oltre a quelle già avvenute, sono previste altre manifestazioni nel mese di maggio sia in alcuni caselli delle due regioni, sia davanti al Parlamento a Roma.

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