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Auto ibride poco amiche dell’ambiente

Dubbi sulle auto ad alimentazione ibrida

7 maggio 2019
Auto ibride poco amiche dell’ambiente

Nonostante il giro di vite dato dal Parlamento europeo alla fabbricazione di veicoli inquinanti attraverso la definizione di limiti più stringenti alle emissioni di C02, la qualità dell’aria potrebbe non beneficiarne affatto, rendendo lettera morta la normativa.

A sollevare la questione è la Federazione europea per il trasporto e l’ambiente (T&E) secondo cui le case produttrici di automobili, pur muovendosi nell’ambito della legalità, semplicemente continuando a promuovere le vendite di veicoli ibridi elettrici plug-in supererebbero già i parametri imposti dall’Unione Europea sulle emissioni di CO2 .

In teoria le case automobilistiche devono ridurre le emissioni delle auto e dei furgoni di nuova fabbricazione del 15% entro il 2025 e del 37,5% nel 2030. Ma nell’ambito delle auto elettriche rientrano anche i veicoli ibridi plug-in. Di solito si tratta di grandi suv con doppio motore, a combustione ed elettrico. Raramente però, a causa della bassa autonomia di questi veicoli, vengono utilizzati facendo ricorso esclusivamente all’alimentazione elettrica: nel concreto, tale opzione fa sì che venga emessa più o meno la stessa quantità di CO2 dei modelli basati sull’alimentazione tradizionale, diesel o a benzina. Basti pensare ad esempio che in Italia, dove gli automobilisti puntano sull’elettrico anche per risparmiare sulla polizza RC auto, i punti per “fare il pieno” allo stato attuale sarebbero poco più di 5.000.

La questione si presenta assai delicata: secondo l’analisi condotta dalla Federazione europea per il trasporto e l’ambiente, le case produttrici di automobili formalmente stanno rispettando i nuovi parametri imposti dall’Unione Europea semplicemente aumentando il numero di vetture ibride vendute. Il fatto che tali vetture vengano poi utilizzate o meno in modalità elettrica non li coinvolge direttamente. In pratica per restare all’interno dei parametri e delle tempistiche fissate dalla Ue, le case produttrici dovranno limitarsi a incrementare la vendita di auto elettriche di 1,7 milioni di esemplari dal 2025.

Come si combatte il dilagare di questo fenomeno che la Federazione in un comunicato ufficiale ha ribattezzato con il termine di auto elettriche “fake”?  Secondo tale organismo i governi nazionali, muovendosi all’interno delle norme Ue, possono ancora fare molto: in prima battuta dovrebbero limitare gli incentivi solo alle auto ibride plug-in a emissioni zero e a lunga distanza. Il ministro delle Finanze in Germania, ad esempio, ha suggerito di stabilire che i veicoli ibridi elettrici plug-in abbiano un’autonomia di almeno 80 chilometri.

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