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Mondo Assicurazioni

Arrivato l'ok del Garante per l'archivio unico antifrodi

Al via l'archivio informatico contro le frodi assicurative

22 agosto 2014
Arrivato l'ok del Garante per l'archivio unico antifrodi

Novità dal mondo assicurativo. Il Garante, infatti, ha espresso parere favorevole allo schema di decreto per l’istituzione e per il funzionamento dell’archivio informatico integrato contro le frodi delle assicurazioni auto, ma non solo. In base a questa bozza di regolamento, che è stata predisposta dal Ministro per lo sviluppo economico e da quello di infrastrutture e trasporti, il nuovo archivio verrà istituito presso l’Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e d'interesse collettivo. Lo scopo è quello di fornire dati alle compagnie sia per valutare il livello di anomalia di ciascun sinistro che per valutare correttamente la liquidazione, fornendo al contempo dati certi agli altri soggetti coinvolti secondo il regolamento, come ad esempio l'autorità giudiziaria e le forze di polizia, in questo caso quasi esclusivamente per finalità antifrode.

Compito dell’Ivass sarà quello di raccogliere in un unico database le informazioni delle varie banche dati: quella dei sinistri, l’anagrafe dei testimoni e l’anagrafe dei danneggiati, già istituite presso l’Ivass stesso, più la banca dati dei contrassegni assicurativi, quella dell’archivio nazionale dei veicoli, l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e del Pra, il Pubblico registro automobilistico, e la banca dati contenente le informazioni sul ruolo dei periti assicurativi. Confluiranno nell’archivio informatico integrato anche le informazioni circa l'installazione e l'attivazione delle scatole nere, che saranno raccolte a fini antifrode. Con tutti questi dati, l’Ivass sarà adesso in grado di calcolare, per ogni incidente, un “indicatore di anomalia” circa il rischio di fenomeni fraudolenti: questo indicatore andrà poi comunicato alle compagnie assicurative coinvolte.

L’Autorità garante, prima di dare il via libera al nuovo corso, ha considerato i rischi che l nuova disciplina potrebbe avere sulla privacy, indicando agli uffici competenti le tutele adeguate che sono poi state inserite nella bozza di decreto. Il Garante, in particolare, ha richiesto che siano utilizzati solo i dati pertinenti e non quelli eccedenti, espressamente individuati in relazione alle finalità specifiche perseguite dall’Ivass con questa iniziativa. Inoltre, sempre secondo i dettami del Garante, dovranno essere individuati con precisione sia i tempi che le modalità di conservazione dei dati. Infine, misure particolari dovranno essere adottate, anche in fase di trasmissione e di conservazione dei dati, in modo da garantire la sicurezza dei dati stessi.

di Franco Canevesio

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