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Mondo Assicurazioni

Anno nuovo, aumento nuovo

Rincari del 2,7% per le tariffe autostradali

17 gennaio 2018
Anno nuovo, aumento nuovo

Il 2018 appena iniziato porta con sé una nuova ondata di rincari. No, questa volta non parliamo di RC auto ma degli adeguamenti, così li chiamano, dei pedaggi autostradali scattati al primo gennaio 2018. In media si tratta di un +2,7% anche se 12 tratti autostradali hanno rincarato sotto la media mentre nove autostrade sono schizzate ben oltre: su tutti, spicca il clamoroso +52,6% della Aosta Ovest-Monte Bianco. Forte anche la stangata in arrivo per chi viaggia sulla Milano Serravalle-Milano Tangenziali, aumentata del 13,9%: viaggia a +12,8% l'Autostrada dei Parchi, a +8,3% la Torino-Milano e a+ 5,9 le Autostrade Meridionali. La Sitaf Frejus aumenta del 5,7%, la contestata Bre-Be-Mi rincara del 4,6%, la Tangenziale di Napoli del 4,3% e la Torino-Savona del 2,7%.

Il perché degli aumenti. Tutti questi rincari hanno come punto di partenza i ricorsi, che sono stati vinti dalle concessionarie autostradali, contro lo stop agli aumenti deciso dal ministero dei Trasporti nel 2014. Allora, il ministero riconobbe ai concessionari solo due cose: il recupero dell’inflazione, non contando gli investimenti dell’anno precedente, e la congrua remunerazione della concessione. L'insieme delle due concause ha portato, oggi, ad accantonare il possibile aumento previsto (e forse anche giusto) dell'1% circa, dandoe, invece, il via libera a un vero e proprio salasso per gli automobilisti.

La replica dei rincari. Così, a titolo di cronaca, è bene ricordare che già l'anno scorso l'autostrada Torino-Milano (che presenta da oltre 15 anni lavori in corso) aveva beneficiato dell'aumento del 4,6% del pedaggio. Lo stesso è successo per la Bre-Be-Mi, considerata fin dal suo nascere un pozzo senza fondo per via dei suoi continui bilanci in rosso dovuti a scarso utilizzo (e lavori ancora da fare), che nel 2017 ha ottenuto un ben +7,8% di rincaro.

Chi critica parla di “regali”. C'è da dire che il via ai rincari ha avuto un effetto immediato: quello di dare la stura alle polemiche e alle critiche. Questi rincari, fanno notare gli esperti, assomigliano tanto a dei meccanismi di rimborso più o meno occulti: basta gonfiare un po’ i costi delle opere ed ecco che compaio guadagni indebiti, in assenza di controlli seri sia sulla congruità degli investimenti che sui tempi di realizzazione delle opere. Una questione non da poco, visto che è stata oggetto, in passato, di un esposto all’Autorità anticorruzione. Con questi meccanismi di rimborso, dicono gli esperti più critici, non possiamo più parlare di investimenti da recuperare ma di veri e propri aiuti (qualcuno dice: regali) pubblici destinati a società private le quali trasferiscono allo Stato, ossia ai cittadini, costi, rischi d’impresa e aggiustamenti dei loro bilanci.

 

 

 

 

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