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Cointestare l’auto: come funziona l’assicurazione

Assicurazione auto cointestata: vantaggi e svantaggi

La pratica di cointestare l'auto non è molto diffusa in Italia, ma può avvenire in casi particolari in modo che lo stesso mezzo abbia 2 proprietari. La possibilità di far riportare sull'atto di proprietà dell'auto 2 nominativi è contemplata nella Legge Bersani. Quest'ultima è legata, nell'immaginario collettivo, alla possibilità di ottenere la classe di merito più bassa di un familiare convivente, soprattutto per i neopatentati. In questo modo si può avere un risparmio importante sulla polizza, evitando il rischio di partire dalla classe di merito più costosa, cioè la 14esima. La stessa legge si può applicare anche nel caso dell'assicurazione a fronte di un'auto cointestata. Un'evenienza che richiede il rispetto di particolari requisiti, primo fra tutti quello della convivenza dei 2 proprietari. A questo si aggiunge, come per l'acquisizione della classe di merito, che entrambi risultino sullo stesso Stato anagrafico di Famiglia. Per questo molto spesso tale opportunità offerta dalla Legge Bersani si applica tra genitori e figli, oppure tra coniugi, che hanno l'esigenza di dividere le spese del mezzo, dal pagamento delle rate e quello del premio assicurativo. La legge si applica anche alla cointestazione e assicurazione dei motoveicoli.

Con la Legge Bersani, considerando l'esempio che i 2 proprietari siano padre e figlio, il neopatentato eredita la classe di merito del padre, quindi ci si aspetterebbe che i costi siano più bassi. Invece non accade, in quanto i dati che le compagnie assicurative prendono in considerazione e prediligono quelli del proprietario più svantaggiato, quindi del più giovane e inesperto alla guida. Come accade nel calcolo del premio dell'assicurazione per un neopatentato, che non può avvalersi della legge, il costo diventa molto alto. La giovane età che rientra in una fascia considerata più rischio quanto a numero d'incidenti, quindi l'inesperienza, va a discapito del genitore o comunque dell'altro proprietario. In effetti le compagnie assicurative non tengono conto esclusivamente del guidatore meno esperto, ma si tutelano dal rischio più alto d'incidenti che inevitabilmente rientra nel calcolo probabilistico del premio. Non incide neppure il fatto che il genitore sia nella prima classe di merito, quella a cui tutti gli automobilisti ambiscono, perché di solito garantisce il costo più basso dell'assicurazione auto. Alla luce di quanto detto pare che l'assicurazione di un'auto cointestata non sia conveniente.

Quando è conveniente cointestare l'auto

All'apparentemente potrebbe non esserci un'opzione che appaia conveniente nello stipulare l'assicurazione di un'auto cointestata, specie per il genitore. Quest'ultimo potrebbe evitare di fare questo passo e tenere tutti i vantaggi di una classe di merito bassa. A questo si aggiunge che, nel caso in cui il proprietario più giovane dovesse cambiare residenza e quindi non risultare più sullo Stato di Famiglia, perderebbe la classe di merito acquisita dal padre. Il nuovo premio che andrebbe a pagare partirebbe dalla categoria più alta e quindi più cara. Alla luce di un'analisi più attenta, però, esistono dei vantaggi per l'assicurazione di un'auto cointestata. Il più giovane cointestatario può evitare d'incorrere in una spesa ancora più gravosa dell'assicurazione, se l'altro proprietario cede o comunque rinuncia alla sua classe di merito. È evidentemente un'evenienza abbastanza rara, eccetto nei casi in cui il genitore sia molto anziano o non abbia più intenzione di guidare l'auto per questioni di salute. In questo caso rimarrà anche un solo proprietario del veicolo, che sarà ovviamente il più giovane. Il legislatore che ha posto questa sorta di clausola ha voluto in qualche modo scoraggiare il numero di auto cointestate, ed evidentemente anche ridurre i vantaggi che possono derivare dall'usufruire della Legge Bersani. La cessione della classe di merito potrebbe avvenire anche in caso di vendita di un veicolo cointestato e di acquisto di un'auto nuova. Più precisamente il proprietario più giovane al quale viene donata dal padre o dal familiare la propria classe di merito, potrà avvalersi della stessa anche in questo caso. La nuova auto sarà però di sua esclusiva proprietà. Per rinunciare alla propria classe di merito è necessario produrre una dichiarazione scritta, che attesti la rinuncia.

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