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Polizze, difendersi dalle truffe

Polizze, come difendersi dalle truffe più creative

17 maggio 2013

Polizze contraffatte e non valide in Italia. Sono decine i casi di commercializzazione di polizze rc auto contraffatte segnalati alle autorità competenti e rilanciati con messaggi di “warning” dall’Ivass (ex Isvap) sui media per mettere in guardia cittadini e imprese.

La fantasia di chi mette sotto scacco il firmatario non ha limiti. Un esempio frequente è il mancato rispetto del divieto delle compagnie in liquidazione di concludere nuovi affari e quindi di vendere nuovi prodotti. Altro episodio è quando una società senza licenza opera sfruttando la disattenzione dell’utente, cioè avvalendosi di una denominazione sociale simile (e quindi familiare all’utente) a quella di un'altra società regolarmente abilitata a operare nel nostro mercato.

Oppure c’è il caso dell’impresa che disconosce l’autenticità delle polizze rc auto emesse a suo nome e che dichiara di non aver sottoscritto alcun rapporto di collaborazione con il broker.

Altra finezza riguarda le aziende straniere abilitate a lavorare in Italia in libera prestazione dei servizi (cioè senza aver bisogno di aprire succursali nel nostro Paese) nel ramo responsabilità civile auto dei vettori (trasporti e spedizioni), ma non nel differente ramo della responsabilità civile obbligatoria per auto e moto e quindi di fatto non autorizzate. Di recente, proprio questa eventualità ha comportato per i contraenti truffati l'assoluta invalidità della copertura assicurativa, con i conseguenti rischi di sanzioni e risarcimenti di tasca propria da parte dei conducenti, e per gli intermediari lo svolgimento di un' attività vietata dalla legge.

Certo, a volte è difficile difendersi da chi commette una truffa vera e propria. Come l’episodio segnalato in questi giorni del signore di Cortona (Arezzo) che invitava i clienti a stipulare polizze e poi incassava i soldi senza invece versarli alla compagnia e che con questo sistema si è appropriato di 194 mila euro in tre anni. 

Ma con un po’ di attenzione e ascoltando i suggerimenti di esperti e dell’autorità, è possibile almeno evitare gli errori più gravi.

Il comandamento più importante: osservare

L’ultima frontiera della creatività nell’imbroglio assicurativo è quella del sito internet mascherato. Pochi giorni fa l’authority delle assicurazioni ha avvisato cittadini e broker che esistono siti a rischio e, a tal proposito, ha ritenuto di proporre un vademecum anti-fregatura da seguire per evitare spiacevoli sorprese in questa come in altre situazioni sospette.

Sui siti devono essere sempre presenti i dati identificativi dell’intermediario, l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica (meglio se certificata), il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.

Per gli intermediari con sede nello Spazio economico europeo (ovvero Paesi dell’Unione europea, Islanda, Liechtenstein e Norvegia) che possono quindi lavorare in Italia, il sito web deve riportare in aggiunta l’indicazione dell’eventuale sede secondaria, nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività nel nostro Paese con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine. Chi non si attiene a questi obblighi è soggetto al cartellino rosso dell’autorità.

Più in generale, l’Ivass raccomanda sempre di verificare, prima di firmare, che siano iscritti nel registro unico degli intermediari assicurativi o nell’elenco degli intermediari dell’Unione Europea.

La lista delle imprese ufficiali abilitate in Italia è aggiornata sul sito www.ivass.it e comprende sia le compagnie italiane, sia quelle straniere con il riferimento al settore di autorizzazione.

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Il profilo dell'autore

Silvio Nobili

Foggiano, laureato in Giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma, avvocato e giornalista, da anni si occupa di questioni legate alla concorrenza, alle Autorità indipendenti e alle novità di internet. Ha lavorato nella redazione di ItaliaOggi e Capital e collaborato con numerose testate tra cui Corriere della sera Magazine, Mf/MilanoFinanza, AffariItaliani.it, ClassCnbc tv, l'Agenzia di stampa Italpress.

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