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Come scegliere l'intermediario

Gli obblighi degli intermediari assicurativi

10 febbraio 2012

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Non basta seguire gli insegnamenti di un proverbio per riporre la propria fiducia in un intermediario assicurativo piuttosto che in un altro. Occorre che il professionista si attenga a regole scrupolose che disciplinano il mestiere. A garantire gli standard della professione è l'iscrizione nel Registro Unico che avviene solo dopo il superamento di un esame finalizzato a verificare la conoscenza approfondita degli aspetti tecnici, giuridici ed economici relativi all'attività assicurativa.
Il regolamento Isvap  n. 5/2006 che attua alcuni articoli del Codice delle assicurazioni (decreto legislativo n. 209 del 2005) nella sua parte III ha creato un vademecum vincolante per l’esercizio dell’attività di intermediazione e le regole generali di presentazione e comportamento nei confronti della clientela.

Riservatezza e diligenza del professionista

In particolare, gli articoli 47 e seguenti prevedono in primo luogo il momento temporale di applicazione di tali regole, ovvero durante l’offerta dei contratti di assicurazione e nella gestione del rapporto contrattuale. Cosa dovranno fare gli intermediari per non incorrere in sanzioni? Regola di base, che coinvolge anche le altre professioni, è la garanzia di riservatezza rispetto alle informazioni acquisite dai contraenti o di cui comunque dispongano in ragione dell’attività svolta, salvo che nei confronti del soggetto per il quale operano o di cui distribuiscono i contratti e salvi i casi in cui l’Isvap voglia avere maggiori informazioni per controllare l’operato dell’agente.
Poi vigono le regole generali della contrattazione tra privati con l’aggiunta di alcune specifiche tutele verso il cliente. Gli intermediari devono comportarsi con diligenza, correttezza, trasparenza e professionalità nei confronti dei contraenti e degli assicurati. Inoltre, osservare leggi e regolamenti anche rispettando le procedure e le istruzioni a tal fine impartite dalle imprese per le quali operano. Fin qui un invito di massima alla maggiore diligenza di un professionista rispetto a uno che non lo è (l’assicurato).

L’unico interesse da tutelare è quello del cliente

Si aggiungono a seguire le cautele dedicate ai clienti, attuali o potenziali. Il professionista, infatti, deve acquisire tutte le informazioni necessarie a valutare le esigenze assicurative e previdenziali dei contraenti e informarli in modo adeguato. L’interesse da tutelare durante il proprio lavoro è quello dei contraenti e degli assicurati, non quello della compagnia per cui lavorano.
Deve dare l'informativa adeguata prima che il contraente sia vincolato da un contratto di assicurazione su web o per telefono, come avviene nel caso si utilizzino comparatori online. In questo caso si richiede che l’intermediario debba rendere possibile la sua identificazione nonché l'accertamento della sua iscrizione al registro qualora la stipula si verifichi via internet.
L’Isvap va oltre il codice delle assicurazioni e stabilisce infine le modalità per il pagamento. Se in generale il regolamento vieta l’uso del contante per pagare i premi, tale restrizione non riguarda l’Rc auto. Gli intermediari possono ricevere dal contraente, dunque, pagamenti cash, ma anche assegni bancari, postali o circolari, muniti della clausola di non trasferibilità, intestati o girati all’impresa per conto della quale operano o a quella di cui sono distribuiti i contratti, oppure all’intermediario, espressamente in tale qualità e ordini di bonifico, altri mezzi di pagamento bancario o postale, sistemi di pagamento elettronico.

Le novità del dl liberalizzazioni

Pagare poco la polizza auto oltre che essere l’obiettivo degli ultimi Governi italiani, rappresenta anche il sogno di tutti gli automobilisti. Con il dl 1/2012 in fase di approvazione si punta ad aumentare la concorrenza tra compagnie obbligando gli intermediari assicurativi a offrire almeno tre preventivi di “diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi”. Si obbligano di fatto le agenzie di assicurazione, anche monomandatarie, a diventare dei broker. Il comma 1, dell'art. 34 del decreto liberalizzazioni impone tale obbligo “Prima della sottoscrizione del contratto” assicurandosi di ottenere la convalida «scritta» di presa visione del cliente. Si evince che l’obbligo è di fornire i preventivi, ma non necessariamente scritti, quindi anche verbalmente o magari, come potrebbe più spesso capitare, collegandosi ai siti web delle compagnie per mostrarli al cliente sul proprio monitor.

Un obbligo che vale anche per le agenzie monomandatarie, quelle che lavorando per una sola compagnia, abolendole di fatto. In caso di infrazione, sono previste sanzioni per le agenzie e le compagnie, ma non per gli altri intermediari, comunque obbligati all'adempimento.

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Il profilo dell'autore

Silvio Nobili

Foggiano, laureato in Giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma, avvocato e giornalista, da anni si occupa di questioni legate alla concorrenza, alle Autorità indipendenti e alle novità di internet. Ha lavorato nella redazione di ItaliaOggi e Capital e collaborato con numerose testate tra cui Corriere della sera Magazine, Mf/MilanoFinanza, AffariItaliani.it, ClassCnbc tv, l'Agenzia di stampa Italpress.

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