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Danno biologico

Il danno biologico appartiene alla categoria dei danni contro la persona e serve a calcolare, ai fini del risarcimento, tutti i danni che non possono essere inclusi nella tutela del danno patrimoniale, in quanto di carattere non strettamente economico. Come si potrebbe infatti agire, ad esempio, per il risarcimento per un individuo che subisce un'invalidità permanente a seguito di un sinistro ma che non lavora? Il suo reddito non è pregiudicato, in quanto inesistente, ma la sua vita è irrimediabilmente danneggiata. Nonostante questo, usando come parametro soltanto il danno patrimoniale, questa persona non potrebbe ottenere nessun indennizzo. Per situazioni di questo genere, la giurisprudenza ha elaborato la categoria del danno biologico. La Corte di Cassazione ha sancito che la natura umana non può essere considerata solo in quanto produttrice di ricchezza e di reddito, ma come somma di funzioni fisiche, sociali, culturali ed anche estetiche.

Con danno biologico, quindi, si intende qualunque lesione dell'integrità della persona, in tutti i sensi appena indicati, e che può essere danneggiata sia con lesioni fisiche che con lesioni psichiche. Tra i sintomi che sono stati indicati come prova dell'esistenza di un danno biologico, ci sono le modifiche all'aspetto esteriore, la diminuzione delle capacità psicofisiche, sociali, e, più genericamente, lavorative, la perdita di future opportunità di lavoro, il fare più fatica nello svolgere il proprio lavoro. Per quanto riguarda la liquidazione di questo tipo di danno esistono ancora dei problemi, pur essendo il danno biologico ormai riconosciuto da tutti i giuristi e gli esperti. I due unici casi in cui ci siano delle tabelle create appositamente per valutarlo sono i sinistri stradali e gli incidenti sul lavoro. Un altro caso frequente di danno biologico riconosciuto dai tribunali riguarda le conseguenze per l'individuo dei casi di malasanità, negligenze o errori del personale medico.

Il danno biologico può essere di lieve entità o di non lieve entità. Esso prende in considerazione anche le cosiddette lesioni micropermanenti, ossia tutte quelle invalidità permanenti che non superino i 9 punti percentuali nelle apposite tabelle dell'invalidità permanente. Per la liquidazione del danno biologico si considerano anche le problematiche legate allo stress relativo allo stesso danno biologico, che può essere valutato da un medico legale e quindi può influire sull'entità finale del risarcimento.

Una sottocategoria del danno biologico è il cosiddetto danno tanatologico, ossia il danno causato da morte altrui. Esso può essere risarcito come danno biologico alle persone legate in via ereditaria alla persona morta, purchè la morte causante il danno sia dovuta a un fatto o a una condotta illeciti.

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