Il mercato italiano delle assicurazioni non vacilla di fronte ai titoli di Stato nostrani, nei quali ha investito oltre 226 miliardi di euro. Lo ha dichiarato Giancarlo Giannini, presidente Isvap, secondo cui “nessuno può pensare che l'Italia si trovi nella situazione della Grecia, anche se il problema esiste comunque”; lo ha confermato Fabio Cerchiai, presidente Ania, secondo cui “non c'è preoccupazione sui titoli di Stato che sono affidabili: non c'è rischio default”.
Entrambi mettono in guardia da un problema contabile. Cerchiai sostiene che “le norme di bilancio consentono di proseguire a investire in questi strumenti, neutralizzando la volatilità dei mercati nel lungo periodo”, mentre Giannini sottolinea che la formula individuata dall'Isvap per applicare nuove misure anticrisi sia “equa e giusta” anche se, dice Giannini, “non si può andare avanti arrivando a svuotare i presidi posti a garanzia degli assicurati”. In sostanza, Giannini ricorda a tutti che gli investimenti delle assicurazioni devono garantire comunque gli impegni presi con i clienti.
L'Isvap, spiega il presidente, sta per lanciare “un tavolo in modo da semplificare le regole, cercando di minimizzare gli oneri amministrativi di tutti gli operatori, favorendo così lo sviluppo”. Si tratta, prosegue Giannini, di un “confronto con le parti, a partire dai rappresentanti del mercato, nel tentativo di avviare un processo di razionalizzazione e di semplificazione degli adempimenti ed escludendo gli aspetti che interesseranno l'introduzione di Solvency 2”. Infine Giannini lancia l'allarme sul settore che “si chiude in difesa e arriva al razionamento delle coperture”. Questo, dice Giannini, “si manifesta in sempre più massicce disdette nel ramo dell'Rc Auto e nella difficoltà di trovare coperture per trasporto pesante e per quello pubblico, per strutture ospedaliere e per professionisti”. Secondo il presidente dell'autorità garante delle assicurazioni, “la strada da percorrere non è quella di un atteggiamento di chiusura a tutto ciò che non sia considerato business”: è necessario, sostiene Giannini, “superare lo scetticismo diffuso dei consumatori italiani verso l'offerta assicurativa”.
Da parte sua l'Ania prevede per la fine dell'anno una crescita del 2,5%-3% nella raccolta del ramo danni, incremento dovuto soprattutto ai rincari delle polizze nel ramo auto e alla contrazione del 30% in quello vita. Secondo l'Isvap, nonostante la crisi, i riscatti nel ramo vita restano al di sotto della raccolta premi e questo è un importante indicatore per la tenuta del portafoglio d'investimento delle compagnie assicurative. Nel ramo danni invece l'Isvap segnala il calo dei sinistri espresso dalla flessione dell'11% nel denunciato dell'Rc Auto. E le compagnie assicurative cosa dicono? Alcune sostengono che se verranno approvate le nuove tariffe di rimborso danni fisici si potrebbe anche pensare a una riduzione media di 50-75 euro a polizza. Le tabelle sono state approvate dal Parlamento e ora sono all'esame del Consiglio di Stato: se anche il Consiglio di Stato dirà di sì, le nuove tabelle sostituiranno quelle del Tribunale di Milano, le quali danno di fatto la linea alla giurisprudenza e sono più onerose per le assicurazioni. In base alle nuove tabelle, fanno sapere gli operatori, sarebbe possibile ridurre le tariffe e, nel giro di qualche settimana, potrebbe anche iniziare la riduzione dei prezzi.
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